Skip to main content

Full text of "Bollettini ECN Milano"

See other formats


Gcn milono 


6 oprile 1992 



Modem 02 2840243 - Tel./Fox 02 261 40287 

CÈNTRO SOCIfìie ICONCRVfìllO 

Via leoncavallo 22 - 201 31 MILRNO 






INDICE DEI CONTENUTI 


1 

TASSE.ZIP 

(30 / 03 / 92) 

2 

SSG20330.ZIP 

(30 / 03 / 92) 

3 

BATTAGL2.TXT 

(31 / 03 / 92) 

4 

CONVEGNO.ZIP 

(31 / 03 / 92) 

5 

CARLOTTO.DOC 

(01 / 04 / 92) 

6 

PECORA.TXT 

(01 / 04 / 92) 

7 

ECN1.TXT 

(02 / 04 / 92) 

8 

TINO.TXT 

(02/04/92) 

9 

SALVADOR.TXT 

(03 / 04 / 92) 

10 

NOMIN.TXT 

(03 / 04 / 92) 

11 

BOVIDEO.DOC 

(03 / 04 / 92) 

12 

INTIFADA.ZIP 

(04/04/92) 

13 

PADRONI.ZIP 

(04 / 04 / 92) 

14 

RM920401.1 AS 

(05 / 04 / 92) 

15 

PORDEN01.DOC 

(05 / 04 / 92) 

16 

FI20330A.TXT 

(05 / 04 / 92) 

17 

RM920402.2AS 

(05 / 04 / 92) 

18 

RM920402.3AS 

(05/04/92) 

19 

RM920330.ASC 

(05/04/92) 

20 

RM920401 .ASC 

(05 / 04 / 92) 

21 

R M 920402 .ASC 

(05 / 04 / 92) 

22 

FI20330B.TXT 

(05 / 04 / 92) 

23 

FI20331 A.TXT 

(05/04/92) 

24 

FI20402A.TXT 

(05 / 04 / 92) 

25 

FI20402B.TXT 

(05 / 04 / 92) 

26 

SOBBALZO.TXT 

(05 / 04 / 92) 

27 

FI0402.ZIP 

(05 / 04 / 92) 

28 

FI0402A.ZIP 

(05/04/92) 

29 

FOGGIA.ZIP 

(05 / 04 / 92) 

30 

DANIM.DOC 



Ricerca su aumento tasse universitarie 
SSG Corte del Diavolo - Doc. sui Centri Sociali 
Brescia: contestato consiglio comunale 
MI GB Convegno licenziamenti 6 Apr 
Comitato di sostegno a Massimo Carlotto 
com. solidarietà' ai compagni del Pecora Nera 
contestazione comizio Bossi a Trento 
MI morte a S. Vittore 23.1 .92 
Seregno 9.4.92 Iniziativa dibattito sul Salvador 
per Radio Sherwood elenco detenuti politici 
dal coll. ImmaginAzione video su cariche 1 1/3/92 
MI C.S Garibaldi docum. solidarietà' intifada 
MI 6-7 apr. Convegno su LICENZIAMENTI 
neofascismo e complicità' di stato 
Da Pordenone: Occupazione e sgombero 
Studenti lavoratori in piazza 
ASSEMBLEA CASSAI NTEG RATI NAPOLI 
ASSOLUZIONE STUDENTI PANTERA 
processi ai nazi e ai compagni 
quinto anniversario del csoa IL FARO 
COMUNICATO ANTIFASCISTI UNIVERSITÀ' 
Giornata di mobilitazione per processo 
Repressione al comune di Viareggio 
Mafia nella provincia di Salerno 
Happening fascista 

4 anni di occupazione c.s. Sobbalzo di Imperia. 
Meeting delle posse al CSA EXEMERSON 
Rioccupata la Jungla 

Comunicato su occupazione Centro Sociale 
Importante da Copenaghen 



1 File : TASSE.ZIP 


LE TASSE UNIVERSITARIE 


PREMESSA - Le conseguenze dell'università ru- 
bertiana si cominciano a manifestare concreta- 
mente. Prima un sistema oligarchico e lontano 
dall'esigenza delia società si è dato una legge, si è 
autoriformato per escludere tutti quei soggetti 
“eventuali 1 ': gli studenti. 

Ora che la figura giuridica dello studente da 
destinatario di un diritto allo studio sancito dalla 
costituzione, è stata ridotta a "soggetto che usu- 
fruisce di un servizio da erogare in condizioni di 
mercato" dopo che la sua partecipazione ai pro- 
cessi decisionali dell'università è stata annullata per 
il subingresso di soggetti più allettanti (i privati) non 
resta che sbarazzarsi materialmente di questo 
corpo morto che vaga per le strutture oramai senza 
una funzione. Dato che troppi sono gli studenti che 
sopravvivono a lezioni affollatissime, a quelle ca- 
ricature del giudizio universale che sono gli esami, 
ad affittacamere esosi ed usurai, l'aumento delle 
tasse universitarie diventano lo strumento definitivo 
di intervento. 

Stiamo ben attenti. Questo intervento non 
ha i caratteri della crudeltà gratuita che, privando 
dell'accesso all'istruzione interi ceti bassi della 
popolazione, smaschererebbe Presidi, Rettori, 
Consigli di Somministrazione et similia. Al contrario, 
l'aumento viene motivato con la previsione di mi- 
gliori servizi che si andrà ad erogare con quei 
1000 miliardi che si raggranelleranno fra tutti gli 
atenei italiani. Una vera e propria cambiale in 
bianco che ci stanno chiedendo di firmare. 

In questo contesto si inserisce questa ri- 
cerchina sulle tasse universitarie e la continua 
comparazione con le esperienze europee ed ame- 
ricane. I risultati che vengono fuori da fonti anche 
destroidi sono inconfutabili. 

In questa fine di secondo millennio nes- 
suna università come quella italiana sperpera, 
costa e produce tanto poco e nessun apparato di 
potere è cos distolto dai suoi fini istituzionali per 
perseguirne un'altro: l'autoconservazione. 


La profonda crisi che caratterizza il sistema scola- 
stico italiano si palesa nella carenza di strutture, 
nella scarsa produttività', nello enorme spreco di 
cervelli, nella mancanza di una didattica che si 
fondi sulle reali necessita' degli studenti e che 
consideri il rapporto scuola-realta' economico so- 
ciale ed il suo sviluppo. 


Chi paga maggiormente per queste contraddizioni 
sono principalmente gli studenti provenienti dalle 
classi sociali meno agiate; infatti dalle statistiche 
ufficiali risulta ad esempio: gli imprenditori e i liberi 
professionisti costituiscono il 4% della popolazione 
attiva mentre i loro figli rappresentano il 1 6% degli 
iscritti all'università'; per contro gli operai sono il 
37% della popolazione attiva ed i loro figli sono 
solo il 19% del totale. In particolare, i laureati figli 
dei lavoratori dipendenti dell'industria sono solo il 
4% del totale di tutti i laureati. 

A determinare questa situazione contribuisce for- 
temente l'assenza di una vera politica per il diritto 
allo studio, l'ultima proposta in ordine di tempo che 
tenterebbe, almeno a parole, di modificare tale si- 
tuazione e' quella di aumentare le tasse universita- 
rie (per quel che riguarda l’Ateno fiorentino si parla 
di triplicarle). 

Prima di entrare nel merito di tali proposte vorremo 
comparare la situazione del sistema scolastico con 
quello degli altri paesi sviluppati. 

Dalla tabella 1 si evidenzia: 

* a parità' di investimento, dei diversi stati 
considerati, per la pubblica istruzione (alPincirca 6- 
7% del PIL) l'Italia e' il paese con meno laureati per 
anno sulla rispettiva fascia di età' (giovani fra i 20 e 
i 27 anni). 

* se si considera il rapporto numero di lau- 
reati per anni su popolazione totale dei paesi con- 
siderati, si vede che in questo caso l'Italia e' il fa- 
nalino di coda con un rapporto che e' circa la 
meta” degli altri paesi europei, e circa un terzo 
degli Stati Uniti. 

* considerando il rapporto numero di laureati 
su iscritti totali (nel decennio 78/79 88/89) anche in 
questo caso l’Italia e all'ultimo posto con un 6,4% 
contro, ad esempio il 16% del Giappone. 

Dalla tabella 2 ( colonna B) si può' notare: 

* Il costo complessivo di un laureato per il 
sistema formativo e' il piu' alto dei paesi conside- 
rati. 1112 milioni per l'Italia contro ad esempio i 526 
milioni della Gran Bretagna. 

* Il costo di un laureato, considerando solo la 
spesa per l'università' e' il piu' alto dei paesi presi 
in esame, tenuto anche conto che l'Italia spende 
solo lo 0,57% del PIL (circa 8000 miliardi) per 
l'istruzione universitaria contro lo 0,8% degli altri 
paesi. 

Dalla sola comparazione di questi dati emergono 
alcune questioni di fondo che da anni si trascinano 
nella perdurante crisi della scuola. Si evidenzia in- 




Tab. 1 


Stato 


RL X 

istruz. 

% 

N. iscritti 
univers. 

N.laureatl 

1990 

Laureati/ per- 
sone della 
stessa età' 

Laureati ogni 
anno/Popola- 
zione 

m 

1.35 L8D5 



| 

11 12.6 

1/ 791 

F 

1.432.000 

8.5 

1.298.642 

133.319 

1/ 7 

1/422 

RFT 

L579.685 

5 

L579.885 

131.969 

1/8 

1/458 

GB 

1.23L654 

E 

1.085.386 

137.075 

1/7 

1/417 

USA 

E. 311. 480 

n 

12.398.008 

968.283 

1/4 

1/ 261 

B 

4.128.138 

m 

2.409.687 

378.667 

1/4 

1/ 328 


Tab. 2 


STATI 

% PIL speso per 
T università ’ 

COSTO DHL LAUREATO 
(solo considerandola spesaunv arsita') 

CO SIO DEL LAUREATO 

( considerandola spesauniversita'+ 
l'istruzione) 

ITALIA 

0.57 

95 MILIONI 

112 MILIONI 

’ : 

0.8 

86 MILIONI 

698 MILIONI 

RFT 

0.8 

111 MILIONI 

691 MILIONI 

GB 

0.8 

70 MILIONI 

526 MILIONI 

USA 

0.8 

52 MILIONI 

45G MILIONI 

GIAPP. 

0.8 

87 MILIONI 

763 MILIONI 


Tab.3 


PERCENTUALE ALUNNI INSEGNANTI 


STATO 

MATERNA 

ELEMENTARE 

MEDIA 

UNIVERSITÀ' 


1980 

1985 

1980 

1985 

1980 

1985 

I960 

1985 

ITA 

17.2 

15,2 

16.1 

13.0 

10,2 

9,3 

24,7 

22,0 

FRA 

35,6 

35,7 

22.0 

21.0 

19.5 

15.8 

- 

- 

GER 

11,7 

11,3 

15.9 

14,7 

14,4 

12,3 

10,3 

10.2 

INGH. 

- 

- 

18.8 

17.6 

- 

- 

12.3 

12.6 

SPA 

33,2 

32, 1 

31.9 

25,2 

21,8 

20.7 

16.2 

19.6 

SVE 

- 

- 

- 

15.9 

11,7 

- 

- 

- 

CAN 

- 

- 

- 

7.5 

17.8 

- 

16,6 

21,6 

USA 

- 

- 

- 

20.1 

13.5 

13,3 

30,5 

17,6 

GIAP 

21,8 

19.2 

25,1 

23.9 

17.2 

17.6 

11,2 

9,5 


















































































































































fatti la bassa produttività' del sistema (a parità' di 
investimenti a monte e a valle il risultato e' risibile 
rispetto ai paesi considerati). Ad esempio un gio- 
vane ogni 4 si laurea ogni anno in USA e in Giap- 
pone contro 1 a 1 2,6 in Italia. 

Questo non deve stupire piu' di tanto perche' se 
consideriamo il sistema formativo nel suo com- 
plesso, in Italia abbiamo che: 

su circa 1.000.000 giovani che "escono" ogni anno 
dalla scuola a diversi livelli di formazione, solo 
72.000 conseguono la laurea, il 305 circa si diplo- 
mano (maturità'), il 20% si "qualifica" (professionali, 
magistrali, CFP...), il restante 43% circa, abban- 
donano (1). 

Forti carenze di materiale didattico, assenza di so- 
stegni economici per le famiglie di lavoratori con i 
figli in età' scolare, un corpo insegnante instabile, 
mancanza di aule e doppi turni, incentivano l'uscita 
preventiva dei giovani dalla scuola. 

A livello universitario la situazione riflette tutto ciò'. 
Solo il 30% degli iscritti consegue la laurea e con 
una durata effettiva degli studi ben superiore alla 
durata legale prevista. 


CONCLUSIONI-Dalla breve analisi sulla forma- 
zione universitaria e successiva occupazione, si 
evidenzia la mancanza di una didattica che si fondi 
sulle reali necessità degli studenti e , che tenga 
presente il rapporto scuola-realtà economico so- 
ciale e il suo sviluppo, cioè di un sistema formativo 
che cerchi di superare il profondo squilibrio esi- 
stente tra formazione istituzionalmente fornita e 
formazione professionale richiesta. 

Ci è sembrato opportuno collegare la proposta di 
aumento delle tasse universitarie alla siruazione 
reale del libero accesso all'istruzione, poiché pen- 
siamo che tale provvedimento non prenda in mi- 
nima considerazione le cause profonde della crisi 
della scuola in Italia. Secondo l'ultimo rapporto 
Censis, su cento giovani solo dieci arrivano alla 
laurea, siamo secondo noi alla solita "soluzione 
all'italiana"; provvedimenti come l'aumento delle 
tasse, l'introduzione del prestito d'onore, 
l'autonomia universitaria, l'introduzione dei diplomi 
di laurea intermedi, presi a prestito dai sistemi for- 
mativi di altri paesi, con una diversa locazione delle 
risorse e con una diversa stratificazione sociale, 
calati tout court nella realtà formativa italiana, di- 
ventano provvedimenti, tentativi riformistici, che 
aggiungono contraddizioni a quelle già esistenti. Un 
esempio chiarificatore: nessuno garantisce che 
l'aumento dell'importo delle tasse universitarie ab- 


(l)Corriere della Sera 20/1/92, 
la Stampa 21/1/92) 


bia come primo risultato la coincidenza della durata 
legale del corso di laurea con la durata reale per la 
maggioranza degli studenti, (in media oggi la mag- 
gioranza impiega 2-3 anni in più di quelli previsti). 
Non vi è alcuna garanzia di formazione universita- 
ria legata alla realtà economico-sociale, nessun 
legame cioè con la richiesta di formazione prove- 
niente dal mercato della forza lavoro. Non vi è al- 
cuna garanzia di miglioramento oggettivo delle 
condizione di studio, (aule super affollate, scontro 
fisico per seguire le lezioni, strumenti didattici arre- 
trati ed inaguati, corpo docente insufficiente e non 
controllabile per le proprie prestazioni professionali. 
Tale provvedimento infine va a colpire ancora una 
volta la fascia di studenti provenienti dalle classi 
sociali meno agiate, che attraverso le tasse sul 
reddito pagano una scuola a parole "per tutti", ma 
che nei fatti esclude i loro figli. Questi alcuni dei 
motivi che ci vedono contrari all'aumento delle 
tasse come primo momento di lotta e di iniziativa 
per la difesa di un reale, libero accesso 
all'istruzione. 


FORMAZIONE UNIVERSITARIA ED 
OCCUPAZIONE 


Dopo aver esaminato il tasso di produzione nei 
paesi più industrializzati (Italia, Francia, Gran Bre- 
tagna, Repubblica Federale Tedesca, Stati Uniti, 
Giappone) è ora di prendere in considerazione in 
modo più specifico la situazione italiana. 

Primo elemento da considerare è la situazione 
occupazionale dei laureati. 

Da una indagine ISTAT in merito, su un campione 
di laureati dello stesso anno, è emerso che il 78,2% 
lavora (di questi il 50,1% stabilmente, il 17,1 preca- 
riamente), mentre il 21,8% non lavora ma è attiva- 
mente alla ricerca di una occupazione in misura 
del 17,7%.Analizzando la situazione per gruppi di 
laurea, vediamo che il settore economico (con il 
72,3%) e ingegneristico (71,4%) hanno il più alto 
numero di laureati che lavorano stabilmente, seguiti 
dal politico-sociale (66,9%), dall'agrario (53,2%), 
dal giuridico (50,7%), dallo scientifico (47,8%), dal 
letterario (41,4%), fino ad arrivare al medico, dove 
la percentuale scende notevolmente (24,8%) di- 
mostrando la crisi che questo settore sta attraver- 
sando. 

A questo punto è opportuno specificare che 
nell'ambito del 78,2% di laureati che lavorano, c'è 
un 20% che svolge la stessa attività lavorativa che 
svolgeva prima di laurearsi (su un totale di studenti 
lavoratori corrispondente al 32,4%), con punte 
massime nel gruppo politico-sociale (46,6%) e let- 
terario (35,4%). 




Strettamente collegato a questi ultimi dati è il grado 
di utilizzo della formazione universitaria. Quale va- 
lore può assumere la laurea ai fini del consegui- 
mento di una vera occupazione? 

Vediamo che i laureati che hanno trovato una oc- 
cupazione dopo il conseguimento dei titoli di studio 
sono il 67,6%; di questi, il 18,1% svolge un lavoro 
per il quale il diploma di laurea non è richiesto. 
Sommiamo poi quest'ultima percentuale a quel 
20% riguardante i laureati che continuano a svol- 
gere quel lavoro che svolgevano prima del con- 
seguimento del titolo di studio: risulta un totale pari 
al 34,7%. 

AH'interno dei vari gruppi tale percentuale è estre- 
mamente mutevole: da un massimo rilevato nel 
gruppo politico sociale (56,1%) ad un minimo nel 
gruppo medico (2,2%) Rimane da considerare la 
percentuale particolarmente alta di ingegneria pari 
al 21,2%. 

Da questi dati emerge, anche se in diversa misura 
per i vari gruppi, il grado di sottoutilizzo della for- 
mazione universitaria sia quando per il lavoro 
scelto ed accettato dal laureato non si richiede il 
titolo di studio, sia quando esso è richiesto. Tutto 
questo è segno dell'esistenza di un profondo squi- 
librio tra formazione istituzionalmente fornita e for- 
mazione aziendale richiesta. 

Restringendo ulteriormente il campo, occupiamoci 
di vedere quali sono stati i tempi di ricerca del 
lavoro per tutti i laureati che hanno già trovato una 
occupazione. 

Il 25% dei laureati si inserisce nel mercato del la- 
voro entro un mese (con ingegneria che tocca la 
punta massima del 38,5% seguita dal settore giu- 
ridico con il 31 ,8%, agrario con il 29,9%, fino ad ar- 
rivare al politico-sociale con la punta più bassa 
(14,2%). 

Complessivamente l'88,9% dei laureati che lavo- 
rano, si sono inseriti nel mondo del lavoro entro un 
anno dall'inizio della ricerca. 

Le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro 
diminuiscono drasticamente al II o III anno di ri- 
cerca (rispettivamente 9,5% e 1,6%). Possiamo 
quindi affermare che esiste un rapporto inversa- 
mente proporzionale tra le possibilità di trovare 
una occupazione ed il tempo impiegato a cercarla. 

Per quanto concerne il grado di soddisfazione per 
il trattamento economico, i laureati in Economia e 
Commercio si dichiarano abbastanza soddisfatti nel 
58% dei casi. Segue il gruppo giuridico con il 
51 ,3%. La massima insoddisfazione economica si 
riscontra nei laureati del gruppo medico (16,2%), 
letterario (15,7%) e sociale (15,1%). 


CONCLUSIONI 

In linea di massima il dato forse piu' sconcertante 
sembra essere quello relativo al grado di utilizzo 
della formazione universitaria, perche', mentre da 
una parte emerge, incontestabile il fatto che in Ita- 
lia mancano laureati, dall'altra si rileva in modo 
inequivocabile, che i laureati che esistono in quanto 
tali, trovano lavoro solo in percentuale assai ridotta. 
Mancano e, allo stesso tempo, sono troppi: man- 
cano per le necessita' dichiarate del sistema , sono 
troppi per l'utilizzo che il sistema effettivamente ne 
fa. 

Una spiegazione questo fenomeno ce l'ha 
ed e' in relazione alla politica di molte aziende che, 
effettuando la specializzazione o alPintemo 
dell'università o in proprio, creano dei laureati 
iperspecializzati che se non vengono assunti 
nell'anno successivo alla laurea, vanno ad ingros- 
sare le file dei disoccupati. 

Una politica che tende ad aumentare ingiustifica- 
tamente le difficolta' dello studio (strutture fatiscenti 
o quasi inesistenti che costringono gli studenti a 
seguire i corsi di base in condizioni inumane , as- 
senteismo dei docenti o loro scarsa disponibilità”, 
soprusi in sede di esame, assenza di un reale con- 
trollo dei poteri accademici attribuiti ad una classe 
docente piu' alla logica dei "baroni" che al compito 
"sacro” della cultura e della formazione) e quelle 
economiche (aumento delle tasse si aggiunge a 
questa panoramica frustrante. Lo scopo illusorio di 
tale politica potrebbe essere quello di rendere piu' 
seri gli studi, in realta' riesce solo a demotivarli. 

Vediamo ora questo studente che supe- 
rata con una certa angoscia le prospettive future e 
con difficili adattamenti la lunga serie degli ostacoli 
necessari e non, arriva alla laurea ; la sua odissea 
continua; egli se non e' abbastanza tempista da 
inserirsi nel mondo del lavoro entro un anno, si 
vede ridurre drasticamente le possibilità' di im- 
piego. 



2 File : SSG20330.ZIP 


Sesto San Giovanni (Mi) - marzo 1 992 
C.S.O.A. CORTE DEL DIAVOLO 

Le pagine che seguono contengono essenzial- 
mente alcune riflessioni nate dal dibattito portato 
avanti dai compagni che stanno vivendo la realta' 
del C.S.O. Corte del diavolo. 

Riflessioni che vertono sull'esigenza-necessita', 
espressa ormai un mese fa, di aprire tra i centri 
sociali milanesi un dibattito sui possibili scenari di 
collegamento-ricomposizione. 

Abbiamo strutturato questo dibattito in modo tale 
che rispondesse innanzitutto a delle esigenze di 
chiarezza interna ma che fosse al tempo stesso 
socializzabile con tutte le altre realtà' che espri- 
messero un patrimonio, a nostro modo di vedere, 
simile a quello che stiamo vivendo e/o che inten- 
diamo perseguire. 

In questo senso abbiamo posto al centro della di- 
scussione il nodo relativo a "cosa significa fare po- 
litica nei centri sociali oggi?", ovvero l'esigenza di 
comprendere la realta' che ci circonda soprattutto 
nella sua preoccupante evoluzione. 

Questo anche in funzione del fatto che, forse pro- 
prio per l'estrema novità' della nostra esperienza, 
riteniamo fondamentale la capacita' di concretiz- 
zare l'analisi, sia essa sociale, politica o altro, nella 
realta', nel quotidiano e nel concreto dal quale 
prende forma. 

Ci siamo cosi' chiesti quale sia lo scenario politico, 
istituzionale e non, e quali siano le linee di fuga (o 
di tendenza) e, di conseguenza, i "compiti" dei 
soggetti antagonisti allo stato di cose presenti. 
Pensiamo pero' che la situazione politica determini 
non solo la configurazione della soggettività' ma al- 
tresì' le reali possibilità' di collega- 
mento/ricomposizione. 

Diciamo collegamento-ricomposizione in quanto se 
e' vero che noi oggi andiamo a proporre un con- 
fronto sulla "messa in rete" dei soggetti politici 
operanti nei centri sociali e' altrettanto vero che ha 
fatto parte del nostro dibattito l'esigenza/tensione di 
una piu' profonda ricomposizione politica di ben al- 
tro livello. Ma questo e' un altro discorso che qui 
intendiamo solo accennare per chiarezza e corret- 
tezza. 

Ci siamo, infine, posti il problema (una volta visti il 
"perche"' e il "come") di quali siano, secondo noi, i 
termini di questo eventuale collegamento, ci siamo 
cioè' posti il problema del "chi". 


Il tutto, ovviamente, con la consapevolezza di 
avere dato semplicemente degli spunti di discus- 
sione senza la presunzione di avere chissà' quale 
verità' in tasca. Con la consapevolezza, inoltre, non 
solo di non avere trattato questi temi in modo 
esauriente ma di averne, altresi', tralasciati tanti al- 
tri di uguale importanza (tra tutti il profondo nesso 
che lega le variazioni produttive - e le debite con- 
seguenze sociali - con l'affiorare della nostra 
esperienza e di quella delle soggettività' con cui ci 
apprestiamo ad interloquire). 

Una proposta e poco piu’, quindi, che addirittura 
vogliamo ancora sviluppare nei suoi termini stessi 
di proposta e, a maggior ragione, nei suoi termini 
del divenire, senza che ciò' implichi qualcosa meno 
della totale determinazione a portarla avanti. 


C'e' un altro nodo che vogliamo sviluppare prima di 
entrare nel merito di quanto citato prima. Si tratta dì 
una sorta di autopresentazione con, in aggiunta, 
una carta d'intenti. 

Vogliamo spiegare, quindi, brevemente chi siamo, 
cosa facciamo e perche' e quali siano i nostri pro- 
getti. 

Iniziamo con dei meri "dati tecnici": Corte del Dia- 
volo esiste da poco piu' di quattro mesi - 
l'occupazione risale al 26 ottobre '91 - ed ha già' 
subito uno sgombero il 7 novembre '91 per il quale 
tre persone sono state denunciate. 

L'età' media di quelle 50-60 persone che frequen- 
tano abitualmente la Corte e', si' e no, 20 anni; di 
questi, parecchi non hanno terminato gli studi, la 
maggior parte fa lavori per lo piu' saltuari e una 
piccola minoranza ha un lavoro fisso o frequenta 
l'università'. 

Per capire la nostra realta' e' fondamentale osser- 
vare che, a parte cinque o sei di noi che vengono 
da precedenti esperienze di movimento 
(prevalentemente tra gli studenti medi o al Leon- 
cavallo) il resto dei soggetti, sia i piu' impegnati e 
coinvolti che gli altri, si può' dire che nasca politi- 
camente insieme alla Corte. 

Non si tratta, quindi, di un precostituito aggregato di 
compagni che ha dato vita ad un'esperienza di au- 
togestione cercando di coinvolgere altri soggetti, 
bensì' la nostra condizione e' quella per cui sono i 
soggetti stessi ad "autocoinvolgersi". 

Questa particolare composizione esprime al tempo 
stesso i problemi ma anche le enormi potenzialità* 
della Corte del Diavolo. I problemi in quanto questo 
tipo di soggetto tende inevitabilmente (e diremmo 
quasi naturalmente) a riprodurre i comportamenti e 
gli atteggiamenti che aveva "fuori", parecchi dei 
quali hanno ben poco a che vedere con il concetto 



di "vita comunitaria", figuriamoci con un discorso di 
ben altro spessore. 

Ma dicevamo anche grosse potenzialità 1 in quanto il 
profilo sociale di questi soggetti e' quasi coinci- 
dente con la figura del “giovane proletario di perife- 
ria" come i compagni la definiscono; si tratta, cioè', 
come abbiamo già' accennato, di giovani sostan- 
zialmente emarginati dal ciclo produttivo 
(diffusissimo e' il lavoro precario cosi' come 
l'illegalita'/piccola criminalità') che si vivono sulla 
pelle lo squallore delle periferia. Tutto ciò' si con- 
cretizza, nel "culto" dello sconvolgimento che cul- 
mina il sabato sera con una nottata in discoteca o 
altro. 

A Roma si chiamano coatti, a Milano si chiamano 
tamarri, ognuno li chiami come vuole, ciò' non to- 
glie che oggi come oggi questo e' sicuramente uno 
dei soggetti (non l'unico, ovviamente) che subisce 
in prima persone molte delle ingiustizie di questo 
sistema o, per dirla in altre parole, che viene 
espropriato dei propri bisogni. 

Questo ha fatto si' che si sia radicata in noi la con- 
vinzione che fosse giusto, per chi intendesse co- 
struire collettivamente forme di autorganizzazione 
antagonista, scegliere di convivere con le contrad- 
dizioni reali e, anzi, siamo convinti che e' proprio 
compito di chi intenda rapportarsi all'esistente at- 
traverso la sua negazione di stare ove le contrad- 
dizioni si esprimono. 

Tutto ciò' e non altro (e vorremmo qui chiarirlo una 
volta per tutte) ci ha portato a decidere di restare e 
di affrontare i grossi problemi, molti dei quali solo 
parzialmente risolti a tutt'oggi, prendendo, ad un 
certo punto, una strada diversa da coloro i quali, 
nonostante avessero dato vita insieme a noi a 
questa esperienza, decisero, evidentemente, che il 
loro punto di vista non era piu' compatibile con la 
situazione, e le opinioni, venutesi a creare e, di 
conseguenza si tirarono fuori dalla Corte del dia- 
volo. 

Teniamo comunque a sottolineare che queste 
persone non hanno scelto la via della comunica- 
zione per spiegare eventuali punti di vista diversi e 
neanche per rispondere a domande che vennero 
spontanee visti certi strani comportamenti per cui a 
tutt'oggi noi non conosciamo i motivi che hanno 
spinto queste persone ad abbandonare la Corte. 

La nostra scelta, invece, e' stata di provare a lavo- 
rare con i soggetti prima presentati, di coinvolgerli 
innanzitutto in un modo d'essere (e non solo 
d'apparire) diverso dal loro. 

Un compito arduo che, non abbiamo nessuna 
paura di ammettere, ha dato sino ad ora piccoli e 
parziali frutti ,per lo meno in apparenza, ma e’ an- 
che senza timore di apparire arroganti che ci sen- 
tiamo di affermare che tra questi frutti c'e' questo 


documento cosi' come ci siamo noi e la nostra de- 
terminazione a continuare sul cammino intrapreso. 


In questo periodo la politica e l'economia italiana 
sono soggette a molte contrazioni (recessione, 
confusione sul piano politico-istituzionale). 

In primo luogo si osserva che non appena 
l'economia e' entrata in crisi anche la politica go- 
vernativa l'ha seguita, e ciò' non fa altro che con- 
fermare quanto politica ed economia siano stretta- 
mente legate. 

Tutto questo in vista di due appuntamenti che il 
potere costituito non può' lasciarsi sfuggire per ov- 
vie ragioni che poi analizzeremo; questi appunta- 
menti sono l'unita' economico-politica dell'Europa 
e, la cosiddetta, Seconda Repubblica. 

L'unita' europea, in questa prima fase, punta a raf- 
forzare l'economia, basti pensare alla corsa affan- 
nosa di alcuni stati europei per allinearsi a quelli 
piu' potenti (l'Italia "partecipa" a questa corsa con 
legge finanziaria, costo del lavoro, riforme istitu- 
zionali) in modo tale da diventare concorrenziale 
nei confronti di Stati Uniti e Giappone. 

La seconda fase sara' quella in cui i paesi del 
blocco europeo si occuperanno, in termini repres- 
sivi, del dissenso sociale, dell'organizzazione del 
controllo sociale e il cui punto d'arrivo sara' la totale 
distruzione del movimento an tagonista europeo 
(non dimentichiamo che esistono già' organizza- 
zioni interne alla CEE - vedi gruppo Trevi o il trat- 
tato di Shenghen - che si occupano di ciò’). 

Lo stato italiano sta seguendo questa linea riorga- 
nizzando il controllo sociale e facili- 
tando/aumentando l'estorsione di plusvalore. 

Per capire bene questi passaggi, e coglierne 
l'essenza, dobbiamo capire come si sta evolvendo 
lo Stato. 

Lo Stato attuale, quello, per intenderci, che ha co- 
mandato la ristrutturazione in questi ultimi dieci 
anni, e' la Stato dei Partiti, lo Stato-crisi, cioè' uno 
stato che vive sulla crisi sistematica dei suoi livelli 
di equilibrio materiali e che tenta solo politica- 
mente, di restaurarli (vedi crisi della forma-stato 
attuale, ristrutturazione, forti tendenze a destra). 

In questo senso organizza, interiorizza, concepisce 
analiticamente e diffusamente il rapporto tra coer- 
cizione e consenso e trasforma quello che e' il 
meccanismo sociale della lotta in un processo 
umanistico di formazione del consenso 
(socializzazione degli strumenti di controllo e di 
comando). E in questo senso andrebbe posto 
all'O.d.G. il dibattito su cosa rappresenti oggi 
l'aggregazione sociale dei centri autogestiti ed il 
suo peso politico. 



Si viene, cosi', a delineare una forte e preoccu- 
pante tendenza a destra che si manifesta pratica- 
mente con l'attacco alla legislazione sul lavoro, con 
il trattamento della forza lavoro degli immigrati, con 
la destrutturazione dell'intervento pubblico, con 
l'applicazione di sfratti, sgomberi, licenziamenti, con 
il rafforzamento delle forze dell'ordine ed, infine, 
con la riaggregazione del tessuto nazi-fascista, 

Anche dal panorama politico attuale arrivano ogni 
giorno notizie di scontri di potere, la classe diri- 
gente si presenta apparentemente divisa con una 
certa area schierata con Kossiga che vede nella 
distruzione dell'attuale sistema partitico un ele- 
mento determinante per entrare nell'unita' europea 
con un sistema economico, politico e istituzionale 
che segua linea prima delineata. 

Le conseguenze per noi - intendendo con noi sia 
le persone fisiche che il movimento antagonista nel 
suo complesso - non sono certo rosee, ci trove- 
remo, cioè', nella situazione in cui ad ogni nostra 
mossa lo Stato risponderà' molto duramente. Que- 
sto e' uno dei motivi fondamentali per cui conside- 
riamo il collegamento tra forze antagoniste come 
un modo per organizzare strutture di lotta solide, 
che abbiano la capacita' di resistere ma anche di 
attaccare. 

Il centro sociale e' per noi, quindi, strumento di ri- 
composizione politica e sociale, di organizzazione 
proletaria in un momento in cui la ristrutturazione 
produttiva degli ultimi dieci anni ha frammentato, 
disgregato e disperso sul territorio i soggetti sociali 
e politici isolandoli; e' uno spazio dove i diversi 
soggetti possono avere momenti di confronto, cre- 
are percorsi comuni, estrapolare dalle esperienze e 
dalle conoscenze personali un progetto rivoluzio- 
nario piu' complesso e lungimirante sintetizzando la 
ricchezza delle differenze ma mantenendo integra 
l'identità' politica, quella di movimento antagonista- 
rivoluzionario. 

L'aggregazione si sviluppa tra diverse identità' so- 
ciali, e aggregante deve essere la cultura rivolu- 
zionaria, l'identità' ideologica (principi e valori 
astratti che si concretizzano nella realta'), identità' 
che, non già' data chissà' da chi e perche', matura 
e si consolida all'Interno ma anche all'esterno dei 
centri sociali. E' per noi fondamentale, in questo 
senso, chiarire l'importanza della funzione del cen- 
tro sociale come entità' capace non solo di creare 
un certo ambito al suo interno ma anche, e soprat- 
tutto, di rigettarlo all'esterno riuscendo, cosi', a di- 
ventare cotraddizione diffusa nel territorio e non 
"isola felice" o, peggio ancora, "ghetto". 


Dobbiamo lavorare alla formazione di una co- 
scienza che porti alia riappropriazione di ciò' che e' 
negato da questa società' attraverso percorsi di 
lotta e di reale autovalorizzazione del soggetto so- 
ciale. 

Il centro sociale, dunque, aggrega e costruisce 
rapporti di forza reali non tanto con l'apertura di 
vertenze sui bisogni specifici, che possono piu' o 
meno venire concessi, ma con un progetto finaliz- 
zato alla costruzione di percorsi di lotta antagonisti 
rispetto a questa società', in questo senso il con- 
cetto di legalita'/illegalita' viene sostituito dalla ca- 
pacita' di porsi contro lo Stato, contro il Capitale e 
di organizzarsi in forme di lotta che ne presup- 
pongono, comunque, la negazione. 

Dobbiamo creare, con il nostro modo di lottare, ma 
anche di vivere, una struttura sociale antagonista 
fondata sui bisogni, sulle esigenze, sulle capacita', 
una struttura sociale capace di creare ed esercitare 
contropotere che si organizza attraverso assem- 
blee, collettivi, lotte e che passa anche attraverso 
momenti di socialità' (tutti momenti di autogestione 
e autorganizzazione). 

E', e sara', la nostra capacita' di usare questo con- 
tropotere che ci porterà' a delle vittorie, magari 
anche parziali, ma che faranno fare passi avanti a 
noi e al movimento in generale ed e' proprio questa 
dualità' - da una parte il movimento e dall'altra il 
potere borghese - che contribuisce alla crisi del 
capitale stesso. 

Rimane, infine, un'ultima questione da sviluppare, 
e, cioè', quali siano i termini di questo possibile 
rapporto-col legamento . 

Dicevamo in precedenza che, secondo noi, lo 
scenario politico attuale non solo influenza il con- 
figurarsi della nostra esperienza (cosi 1 come di al- 
tre) ma determina anche le istanze di collega- 
mento. 

Ciò' significa che parlare di coordinamento tra cen- 
tri sociali significa parlare di un rapporto che si svi- 
luppa su due livelli (intesi come campi di intervento) 


1 ) la svolta a destra, le riforme istituzionali e l'unita' 
economica europea intesa come la ridefinizione di 
una forma stato sul modello di produzione dalla 
qualità' totale; 

2) i centri sociali intesi come i luoghi di ricomposi- 
zione della resistenza a questo disegno, come 
momento in cui capacita', esigenza e bisogni 
prendono forma nei loro termini politici e si tradu- 
cono in pratiche di lotta. 



File : BATTAGL2.TXT 


Due livelli, quindi, intesi come i cardini di un rap- 
porto (tutto da costruire) che veda come base la 
capacita' da saper produrre nella pratica il dibattito 
su di essi. 

Un rapporto che può' prendere qualsiasi forma nel 
suo concretizzarsi ma che noi proponiamo funzioni 
come cerniera innanzitutto nel saper costruire una 
pratica politica collettiva. 


QUALE SESTO PER QUALE RISTRUTTUZIONE 

Forse prevale troppo spesso in noi l'abitudine a 
considerare privi d'interesse fatti e avvenimenti 
che, a ben guardare, ci toccano molto da vicino. 
Avviene cosi' che non facciamo caso ail'ennesimo 
palazzo che “ancora ieri non c'era" o al fatto che 
"hanno licenziato quello del III piano", banali 
esempi di una tendenza ormai dilagante nella Se- 
sto degli ultimi anni e notevolmente preoccupante 
per gli anni a venire. 

Abbiamo chiamato tutto ciò' ristrutturazione, ovvero 
quel processo complessivo fatto di licenziamenti, 
speculazione edilizia e finanziaria, sfratti, tendente 
in maniera organica ad una variazione della strut- 
tura fisica, economica e sociale di Sesto. 

Basta, quindi, con la citta' fabbrica, con la citta' 
dormitorio, viene dato il via (o, meglio ancora, e' 
ormai dieci anni che e' stato dato il via) ad una citta' 
del terziario, degli uffici, dei servizi. 

Il tutto, manco a dirlo, a scapito di chi sino ad oggi 
ha già' pagato a sufficienza gli scompensi endemici 
di questo sistema. 

Pensiamo che tutto ciò' non vada accettato passi- 
vamente, che, nonostante tutto, ancora oggi ci sia 
la possibilità' di contrastare i processi ristrutturativi 
dei padroni di questa citta', lottando autorganizzati 
a partire dai propri bisogni. 

FINALMENTE IL CIELO E' CADUTO SULLA 
TERRA, RIBELLARSI E' GIUSTO, NECESSARIO 
E POSSIBILE. 

CENTRO SOCIALE CORTE DEL DIAVOLO 


3 


ECN Brescia - 30/3/1992 
DOPO LO SGOMBERO E LE CARICHE CONTE- 
STAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE 

Lunedi' 30 marzo. Nuova iniziativa delle/dei com- 
pagne/i del Centro sociale di via Battaglie dopo lo 
sgombero e le violenze di polizia di ieri. Questa 
sera una quarantina di ex-occupanti si sono pre- 
sentati a Palazzo Loggia dove si doveva tenere 
una seduta del Consiglio comunale. Il municipio era 
presidiato da un grosso schieramento di polizia 
(blindati di Celere e carabinieri, Digos in massa). In 
un primo momento sbirri e vigili hanno cercato di 
impedire l'ingresso dei compagni nel Palazzo, poi 
dopo pressioni e spinte il portone si e’ aperto, ma 
chi entrava veniva sottoposto a perquisizione. In- 
torno alle 20 la seduta si e' aperta. All'ordine del 
giorno c'era la costruzione della metropolitana e del 
nuovo Palagiustizia (due tra i megaprogetti dei 
padroni della citta' piu' contestati), ma in apertura 
sono intervenuti i consiglieri del PDS e di Rifonda- 
zione che hanno condannato lo sgombero del 
Centro sociale e le cariche di polizia. Dopo di loro 
hanno preso la parola Tabladini della Lega lom- 
barda, dicendosi non contrario all'esigenza di spazi 
autogestiti, quando poi ha chiesto provocatoria- 
mente se anche lui sarebbe potuto entrare, i com- 
pagni hanno risposto in coro di NO; Abba, fuoriu- 
scito migliorista dal PDS, ha dichiarato piena so- 
lidarietà' e sostegno all'operato delle Forze dell' 
Ordine e al Sindaco, beccandosi una raffica di fi- 
schi e insulti; poi ha preso la parola il Sindaco PSI 
Paneila, quando ha detto che T intervento di poli- 
zia di domenica mattina si e' reso necessario per 
sventare un tentativo di aggressione nei confronti 
della mia persona", il pubblico e' esploso in fischi e 
insulti. Il Sindaco ha allora ordinato (sta diven- 
tando proprio un vizio II!) di sgomberare l'aula, fa- 
cendo intervenire vigili e Digos. I compagni sono 
allora usciti lanciando slogan PANELLA SINDACO 
DI POLIZIA E' QUESTA LA VOSTRA DEMOCRA- 
ZIA. 

Ricordiamo che dopo l'occupazione (e' la terza 
volta) del Centro sociale di via Battaglie avvenuta 
nel pomeriggio di sabato 28 marzo, domenica 
mattina alle 7 e 30 il Centro era stato sgomberato 
(sette compagni che dormivano dentro sono stati 
fermati e denunciati per occupazione abusiva e 
danneggiamento aggravato). Alle 10 e 30 una ven- 
tina di compagni che contestavano il sindaco Pa- 
nella, presente ad una cerimonia in piazza Loggia, 
erano stati violentemente caricati da Digos, PS e 
carabinieri (sei compagni portati in Questura e 



denunciati per resistenza a pubblico ufficiale). Nei 
pomeriggio di domenica si e' tenuto un presidio in 
piazza Loggia ed alla sera un concerto rap pirata in 
piazza Rovetta, che ha visto la partecipazione di 
duecento persone e momenti di tensione con vigili 
e Digos. 


4 File : CONVEGNO.ZIP 


I padroni sono pronti per il dopo elezioni 

Nell'ultimo anno si è registrato un decremento oc- 
cupazionale nella grande industria di oltre il 3%, le 
ore di cassa integrazione sono aumentate rispetto 
all'anno precedente del 50%, intere zone e settori 
industriali vengono investite da processi di ristrut- 
turazione, chiusure di stabilimenti, tagli di organici, 
mobilità. Chiude o ridimensiona Crotone, Ottana, 
Marghera; chiudono l'Autobianchi di Desio e 
l' Ansaldo di Milano; in crisi tutta la zona industriale 
di Sesto san Giovanni e la zona Tiburtina a Roma. 

A Genova la cantieristica è in liquidazione; la Pirelli 
denuncia 500 esuberi e l'Uva 6000; la Fiat porta a 
casa 5000 prepensionamenti e continua con la 
cassa integrazione, mentre l'Alfa di Arese sta 
smantellando interi reparti. Sono a rischio 
quest'anno almeno 200.000 posti di lavoro. 

La situazione occupazionale nei servizi e nel pub- 
blico impiego non è migliore. Nelle Ferrovie si sono 
persi 60.000 posti di lavoro, blocco del turn over 
generalizzato negli enti pubblici; la riapertura delle 
tornate contrattuali (a cominciare da quelle della 
scuola) vuole essere usata da governo e sindacati 
per sferrare l'attacco decisivo {supportato 
dall'approvazione del futuro parlamento del dise- 
gno di legge di privatizzazione del rapporto di la- 
voro) per tagliare la cosiddetta forza lavoro ecce- 
dente, sopratutto quella precaria, introdurre cassa 
integrazione e mobilità a tutto spiano. 

Nei servizi sociali si riscontra: precariato diffuso, 
facile ricattabilità sul posto di lavoro, salari quasi 
simbolici, nessun riconoscimento a livello contrat- 
tuale e continui tagli ai fondi per la gestione dei 
servizi ( con una ricaduta anche sull'utenza) e ri- 
corsa sempre maggiore ai privati per la gestione 
degli stessi. 

II tiro al bersaglio contro il diritto di sciopero è di- 
ventato una sorta di sport nazionale in cui si eser- 
citano quotidianamente ministri e dirigenti di partito, 
sindacalisti e pennivendoli di ogni risma. La legge 
antisciopero 1 46/90 non è bastata, ora si arriva di- 
rettamente al cuore del problema: se uno sciopero 


rischia di essere troppo di massa e troppo autor- 
ganizzato si è automaticamente precettati. 

1 padroni vogliono essere pronti per arrivare in pole 
position all'appuntamento del Mercato Unico Eu- 
ropeo, la loro politica è a senso unico: comprimere i 
salari, tagliare i rami secchi, aumentare la produtti- 
vità. 

Il sindacato contratta la quantità dei licenziamenti e 
la gestione della mobilità della manodopera in 
esubero. Il 6-7 Aprile al Centro Congressi di Milano 

2 l'Istituto di Ricerche Internazionali organizza un 
Convegno nazionale per amministratori delegati, 
industriali, responsabili del personale dal titolo: 
Scienza e tecnica del licenziamento. 

Il bisogno dichiarato: “Lei è sicuramente consape- 
vole che la crisi economica che il paese sta attra- 
versando ha avuto ed avrà immediati riflessi 
sull'occupazione?' 1 

L'obiettivo dichiarato: "Conosce le novità in materia 
di licenziamenti collettivi?" 

Il necessario aggiornamento è dovuto all'entrata in 
vigore delia legge 223/91 che nuovamente regola- 
menta concessione e periodo di utilizzo della 
Cassa Integrazione guadagni: 12 mesi per crisi 
aziendale; 24 mesi per ristrutturazione, poi la 
messa in mobilità. 

Adesso, grazie a CGIL, CISL, UIL la cassa inte- 
grazione è realmente divenuta l’anticamera del li- 
cenziamento. 

I lavoratori in mobilità possono essere assunti a 
termine per un periodo massimo di 1 2 mesi, il da- 
tore di lavoro verserà un contributo previdenziale 
pari a quello degli apprendisti. 

II datore di lavoro che assuma a tempo pieno e 
indeterminato un lavoratore iscritto nelle liste di 
mobilità ha diritto a ricevere un contributo pari a 
50% dell'indennità che sarebbe stata corrisposta al 
lavoratore per ogni mensilità a lui corrisposta. 
Conseguentemente l'unico investimento su cui 
valga la pena di puntare sembra essere 
l'allontanamento del maggior numero possibile di 
lavoratori, sostenuto da una solida tecnica :"la re- 
golamentazione" del licenziamento collettivo. 

L'erogazione del lavoro assume, cioè, le forme del 
precariato, della mobilità (legge 223/91) e 
dell'espulsione di eccedenza (licenziamento). 

I padroni hanno le idee chiare, sanno di poter con- 
tare dopo le elezioni politiche del 5 aprile, su di un 
governo che si presenterà al paese con un pro- 
gramma di accentuato rigore; il sindacato sostiene 
già il blocco del salario e dei prezzi. 



La reale concomitanza tra consultazione elettorale 
e convegno è qualcosa di più di una dimostrazione 
di arroganza è l'espressione di un diktat : la crisi 
economica della produzione deve essere, comun- 
que risolta, azzerando a colpi di ristrutturazione e 
con la riduzione "scientificamente organizzata" del 
personale. 

GIOVEDÌ' 2 APRILE ORE 21 ASSEMBLEA CIT- 
TADINA C/O CENTRO AUTOGESTITO GARI- 
BALDI C.S. GARIBALDI 89/B MILANO 

LUNEDI 6 APRILE GIORNATA DI MOBILITA- 
ZIONE 


Coordinamento operatori sociali, LI.RA Brera, Al- 
cuni lavoratori della scuola, C.L.0 USI San Carlo, 
Sindacato autogestito San Paolo, USI sanità, USI 
metalmeccanici, Collettivo Politico Universitario 
Scienze Politiche, Centro Autogestito Garibaldi, 
Centro Sociale Leoncavallo 

Per informazioni: tel/fax 29002464 
Milano 30 marzo 1992 


5 File : CARLOTTO.DOC 


Riportiamo il comunicato del Comitato che sostiene 
la battaglia di massimo Carlotto. Massimo nel 1 976 
e' stato accusato dell'omicidio di margherita Ma- 
gello avvenuto a Padova. Da allora una vera e pro- 
ria persecuzione lo ha colpito in questi 16 anni: 
assolto una prima volta veniva poi condannato in 
appello a 1 8 anni. Da allora e' continuata la batta- 
glia legale che ha portato alla riapertura del pro- 
cesso fino ad arrivare alla situazione attuale che ha 
visto in maniera inaspettata la Corte di Assise di 
Venezia ricondannare Massimo, che si trova in li- 
bertà' per motivi di salute, e che ora e' stato riarre- 
stato e si trova nel Carcere Due Palazzi di PA- 
DOVA. Un vero e proprio caso di persecuzione po- 
litica e che attesta qual'e' l'iter della cosidetta giu- 
stizia in Italia. 

Comitato Italiano Giustizia per Massimo Carlotto. 
Comunicato alla stampa del 30 marzo 1 992 
Gli ultimi avvenimenti ci hanno convinto che nei 
confronti di Massimo Carlotto ci sia una chiara vo- 
lontà' persecutoria. 

Infatti dopo un processo sommario, 7 brevi 
udienze, limitato in pratica alle sole arringhe e sulla 
scorta di una lettura lampo degli atti processuali, 
senza infine che fosse emerso alcun nuovo ele- 
mento, la Corte di assise di Venezia ha espresso 


un verdetto di condanna. Non si potrebbe spiegare 
altrimenti dato che la Corte precedente, sempre a 
Venezia, dopo un iter processuale durato piu 1 di un 
anno, sentiti i testimoni e i periti, era giunta a con- 
clusioni del tutto opposte, tanto da sottoporre alla 
Corte Costituzionale il quesito se si dovesse ap- 
plicare al caso il nuovo codice di procedura penale. 
In questa ipotesi massimo avrebbe dovuto essere 
assolto con formula ampia. La Corte Costituzionale 
si e' espresa decisamente per l'applicazione del 
nuovo codice, affermando altresi' che la Corte di 
Assise di Venezia avrebbe dovuto assolverlo sena 
indugi. A conferma dell’accanimento persecutorio 
nei confronti di Massimo e' intervenuto poi l'arresto, 
eseguito sabato dopo mezzogiorno. 

Tutto questo nonostante fosse già' stata fissata per 
il 10 aprile l'udienza del Tribunale di sorveglianza 
per discutere la sospensione della pena, per il 
grave stato di salute di Massimo e nonostante che 
il pericolo di fuga fosse del tutto inesistente. 
Dall'esame di quanto e' accaduto in spregio alla 
logica e alla civiltà' giuridica ed umana, si deduce 
che nel dubbio si preferisce correre il rischio che un 
innocente vada in galera piuttosto che un presunto 
colpevole sia in liberta'. 

Denunciamo questa evidente violazione dei diritti 
deil'uomo e invitaimo tutti, indistintamente ad op- 
porsi con ogni mezzo a questo stato di cose. 

Per chiunque volesse esprimere solidarietà' o col- 
laborazione e' in funzione una segreteria telefonica 
al numero 049- 8075328, 756097, 755047. 


6 File : PECORA.TXT 


Esprimiamo la nostra solidarietà' ai compagni di 
Verona del Collettivo Pecora Nera per la provoca- 
zione/repressione subita in questi giorni. Crediamo 
che queste manovre si inseriscono bene nel clima 
di ubriacatura preelettorale, partiti "vecchi e nuovi” 
concorrono alla spartizione della torta, la torta della 
2° Repubblica, la repubblica delle leghe, fondata 
sulle picconate del Kossiga (boia), la repubblica 
delle crociate craxiane contro le spinellate, la re- 
pubblica che legalizza i naziskins e li innalza a di- 
fensori delle frontiere contro gli antichi mori e 

perche' no la Repubblica delle pellicce, delle giac- 
che e cravatte yuppine, delle mercedes bmw saab 
volvo fiat grigiopirla, una seconda repubblica che 
vuole l'annientamento e il soffocamento dei prole- 
tari, dei soggetti deboli, che vuole la chiusura dei 
centri di aggregazione, che vuole lo sgombero dei 
centri sociali occupati, che vuole un esercito forte e 
preparato sempre pronto a riportare la pace dove 
l'ONU lo richiede, una seconda repubblica dove i 
prezzolati scribacchini della comunicazione diranno 



che trecentomila morti in Iraq servivano per desti- 
tuire Saddam, e che dichiarare guerra alla Libia e' 
esercitare un nostro diritto su una regione ex ita- 
liana. 

LA NOSTRA SOLIDARIETÀ 1 COMPAGNI, LA NO- 
STRA LOTTA NON SI ARRESTA, NESSUNA IN- 
TIMIDAZIONE CI FERMA. 

i compagni e le compagne della Bassa Padovana 
le tipe e i tipi della Corte di Marendole 
quelle e quelli del Posmobar di Este 
i fratelli e le sorelle dell'ECN Bassa Padovana 
A pugno chiuso dal c.s.o. Emoprimodellalista di 
Battaglia T... 


7 File: ECN1.TXT 


COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO 
STUDENTESCO DI TRENTO 

Il 27/3/92 AL COMIZIO DI BOSSI tra le provoca- 
zioni dei leghisti, un centinaio di studenti medi e 
universitari e lavoratori impedivano ai leghisti di 
parlare finche' la polizia non caricava i compagni 
con violenza dopo che Bossi aveva invitato "i le- 
ghisti dalle mani callose" ad allontanare i "fascisti 
rossi". 

Invito caduto nel vuoto. In seguito sono arrivati rin- 
forzi a presidiare la piazza impedendo ai compagni 
di proseguire la loro azione. 

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! 

MOVIMENTO STUDENTESCO TRENTO 
<forwarded by BITs Against The Empire> 


8 File : TINO.TXT 


Questo volantino è stato diffuso alla 
manifestazione nazionale contro il razzismo di 
sabato 25 gennaio a Milano. 

NO AL RAZZISMO NO ALL'IMPERIALISMO 

Giovedì 23 gennaio è morto a S. Vittore Nicola 
Giancola comunista detenuto da 10 anni e sotto- 
posto alle più rigide condizioni di prigionia. Nel 
complice silenzio della stampa di stato si consuma 
la distruzione fisica di coloro che non hanno mai 
smesso di lottare per una trasformazione radicale 
della società. 


All'interno del carcere di S. Vittore vi sono 400 pri- 
gionieri extracomunitari su un totale di 1900. Alle 
condizioni di insostenibile sovraffollamento ed ige- 
nico sanitarie, scontano la sistematica negazione 
del diritto alla difesa. 

E' lo spaccato della situazione di clandestinità, di 
emarginazione, di illegalità cui sono costretti 
2.500.000 di lavoratori extracomunitari in Italia. In 
questo mese di gennaio molte carceri in tutto il 
paese hanno attuato scioperi e proteste contro le 
condizioni interne e le restrizioni operate dal go- 
verno alle norme che regolano i permessi e il re- 
gime di semiiibertà. 

In questa manifestazione anche i detenuti sono 
ideal mente in piazza per dire NO AL RAZZISMO E 
NO ALL'IMPERIALISMO. Un messaggio di lotta 
contro chi, sotto le insegne della presunta regola- 
mentazione del lavoro straniero, aspira ad un 
esercito di nuovi schiavi privi dei diritti più elemen- 
tari; un messaggio contro chi, cianciando del nuovo 
ordine internazionale, riproduce e amplifica quei 
rapporti di sfruttamento internazinale alla base dei 
flussi migratori e della miseria di interi popoli. 

CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 


9 File : SALVADOR.TXT 


SALVADOR: AD UN PASSO DALLA SVOLTA 

Serata dibattito sul Salvador, dagli inizi della guer- 
riglia agli ultimi sviluppi. 

Interverrà' Marco Cantarelli - giornalista ed esperto 
di problemi del Centro America. 

Verrà' inoltre presentato il libro "La storia del Sal- 
vador a fumetti" ed esposto del materiale di arti- 
gianato locale. 

SINTESI SOCIALE 
Piazza Risorgimento, 33 
20038 SEREGNO 

Giovedì' 9 Aprile 1992 ore 21:30 



10 File : NOMIN.TXT 


carcere 20090 opera milano 

BETTI AUROF1A - BILIATO ALBERTA- BRIOSCHI 

CARLA-ZUCCA CLOTILDE- 

carcere di Novara (28100): via Sforzesca 49 
ROSSI MARIO - SCIVOLI SALVATORE - TUR- 
RINI SEVERINO - COLONNA SALVATORE - 
COLETTA RAIMONDO - GHIRINGHELLI MAR- 
CELLO - ALE CARLO - BENCINI DANIELE - 
BOLOGNESE VITTORIO - CALZONE LORENZO 
- COLLA GIORGIO - FELICE PIETRO GUIDO - 
DE MARIA NICOLA - DEROMA MICHELE - FA- 
RINA LUCIANO - FADDA DAVIDE - FOSSO 
NINO - MATTANZA CESARE - MAZZANTI PA- 
TRIZIO - MEREU MAURO - MIRRA MARIO - 
PADULA SANDRO - 

CARCERE LATINA (04100): VIA ASPROMONTE 
100 

BIONDI ROSARIA - MURA ROSA - COTONE 
ANNAMARIA - FABRIZI BARBARA - GALEOTTI 
GIOVANNA - LI GAS NATALIA - MATARAZZO 
FULVIA - SARNELLI MARINA - SPANO CATE- 
RINA - BEFFARDI SUSANNA - VI ANALE MARIA 
PIA - CHERUBINI TIZIANA - ROMEO TERESA - 
GLORIA ARGANO 

CUNEO (12100): VIA RONCATA 75 
BANDOLI RENATO - DE ROMA GIULIANO - DI 
LENARDO CESARE - FAILLI ALFREDO - 
00GALLONI FRANCO - MINGUZZI STEFANO - 
PI RAS RAFFAELE - PIZZARELLI ARIO - SIN- 
CICH FRANCO - PAOLO MAURIZIO FERRARI - 
LA MAESTRA FRANCO - BRUNO GHIRARDI 

MARINO DEL TRONTO (AP) (63046): VIA NAVI- 
CELLA 218 

DONATI FRANCESCO - CALOGERO DIANA - 
FI ORINA FRNCO - MAZZEI MICHELE - MARINI 
FAUSTO - COCCONE PIETRO - SENZANI GIO- 
VANNI - RAVALLI FABIO - ARMANTE GIU- 
SEPPE 

TRANI (BA) (70059): VIA ANDRIA 300 
GRILLI FRANCO - GRILLI ENZO - SCHIAVONE 
GENTILE - GARAVAGLIA CARLO - FRACASSO 
MARIO - COCCONE CARMELINO - COCCONE 
PIETRO - CACCIATORE NINO 

57100 LIVORNO: VIA DELLA PADULA 227 
AHMAD HAMMAMI M BARAK - MOHAMED ISSA 
ABBAS - AHMAD H. SEREYA 

CARCERE M. DI REBIBBIA G 7 


VIA MAJETTI 165 
00156 ROMA 

ANTONINI VITTORIO - MAIETTA FRANCESCO - 
TAMPONI GIOVANNI - MAGED ALMOLQI - 
JIHAD M. ISSA - PIRAS VINCENZO - FRA- 
CASSO MARIO - ALWAN RIFAAT 
00166 ROMA VIA STEFANO VAY 98;CAVIGLIA 
FRANCESCO 

27058 VOGHERA (PV): VIA PRATINUOVI 7 
ABDELLATIF IBRAHIM FATAYER - ABDULLAH 
EL MANSOURI - COSTANTINO PARISI 

CARCERE FEMM. REBIBBIA 
VIA BARTOLO LONGO 92 
00156 ROMA 

CAPPELLO MARIA - VACCARO VINCENZA - 
ABDO SARKIS JOSEPHINE - LUPO ROSSELLA 

50018 SCANDICCI (FI): VIAG. MINERVINI 2/r 
VENTURINI MARCO - ROSSETTI BUSA MAURO 


11 File : BOVIDEO.DOC 


Il collettivo ImmaginAzione, del CCA di Bologna, ha 
prodotto un video di documentazione sulle cariche 
dell'1 1 marzo: "11 MARZO 77-'92". 

Il video(18 minuti) e’ distribuito in una cassetta della 
durata di un'ora e 30', che e' stata diffusa in parte 
del nord (FI, PD TO, MI, ecc.), all'incontro dei centri 
sociali tenuto a Bologna il 22.3.92. 

Gli altri titoli compresi nella cassetta sono: Che 
idea occupare Bologna; The walls; Saliceto; Mani- 
festazioni nov-dic 91; Questa bologna non sogna 
(immigrati); Un processo pericoloso (spot per Si- 
mone Ramilli). 


12 File : INTIFADA.ZIP 


INTIFADA FINO ALLA VITTORIA! 

"Il 30 ottobre rappresenta un punto di svolta per la 
nostra causa perché costituisce il primo passo per 
la realizzazione del piano di pace Americano, che 
tende a liquidare i diritti nazionali arabi e palesti- 
nesi ed a consacrare la presenza sionista nella 
nostra terra. Questo momento è stato preceduto da 
varie attività e tentativi al di sopra dell'andirivieni di 
Backer.. Durante questi viaggi Backer con altri, ha 
esercitato una forte pressione per indurre palesti- 
nesi ed arabi ad intervenire ai tavolo dei negoziati, 
per pagare il conto del dopo guerra del Golfo in 



conformità con la tesi che considerava israele vit- 
toriosa e gii arabi , tutti gii arabi sconfitti e per tanto 
questi dovevano pagarne il prezzo; la conferenza 
si basa sui principi americani di soluzione del con- 
flitto arabo-israeliano: No all'OLP, No all'unità del 
popolo palestinese, No alla discussione su Geru- 
salemme (almeno in un primo momento), No allo 
stato palestinese, No alla rappresentanza indi- 
pendente palestinese, Si all'autonomia ammini- 
strativa. Su queste basi è ovvio che la situazione 
americana non ha nulla a che vedere con il diritto 
internazionale e con la risoluzione dell'ONU.'' 
(George Habbash) L'Intifada è nel suo quinto anno: 
gli scontri con l'esercito, con i coloni, con i colla- 
borazionisti non cessano, come non cessano la 
repressione e la uccisione dei palestinesi. 

Come compagni, italiani e palestinesi, provenienti 
da varie esperienze di solidarietà con la lotta del 
popolo palestinese, sentiamo l'esigenza, oggi, di 
riprendere con più forza, e con la consapevolezza 
dei limiti delle esperienze precedenti, un percorso 
di lotta internazionalista a sostegno della Intifada. 
Partiamo, nel nostro lavoro, da un'idea-forza che ci 
ha fatto sempre sentire come molto vicina la forma 
di lotta che il popolo palestinese si è dato a partire 
dal dicembre 1987: L'Intifada è una lotta di popolo, 
decisa e determinata, che nel momento stesso del 
suo divenire è già rivoluzione sociale, costruisce 
nel suo percorso nuovi e democratici rapporti so- 
ciali, forme di autorganizzazione e autogestione 
dal basso. 

L'Intifada garantisce che lo stato palestinese , al 
momento della sua costituzione, non sarà uno dei 
tanti paesi arabi governati dispoticamente da una 
borghesia parassitarla asservita all'imperialismo; 
per questo i governi arabi ne hanno paura, difen- 
dono solo a parole, e in funzione demagogica per 
le loro masse interne, i diritti del popolo palesti- 
nese; per questo re Hussein di Giordania paria di 
una confederazione, che gli permetterebbe di con- 
trollare, chissà quanto diversamente da Israele, la 
Cisgiordania. La vittoria dell'lntifada sarà un 
grande fattore di rottura degli equilibri politici di 
tutto il Medio Oriente, sarà di esempio al proleta- 
riato arabo nel suo insieme, indicandogli la strada, 
e la possibilità, di una lotta per l'emancipazione dai 
suoi sfruttatori interni ed esterni per la creazione di 
una società autogovernata dalle masse popolari. 
L'Intifada sta cambiando radicalmente la coscienza 
del popolo palestinese, non solo attraverso la de- 
terminazione della rivolta delle pietre, ma con la 
creazione dei comitati popolari, con la creazione di 
una economia indipendente e cooperativistica, con 
la messa in discussione del ruolo subalterno della 
donna in una società tradizionalmente patriarcale. 
L'Intifada abbatte i limiti della pura lotta di libera- 
zione nazionale che hanno causato tante delusioni 
in quei popoli che negli anni 50 e 60 hanno lottato 


duramente contro il colonialismo sostituendo alla 
dominazione straniera o dei fantocci, o, nel mi- 
gliore dei casi, dei governi così legati all'impero 
sovietico da restarne asfissiati, chiusi nella morsa 
di una nuova divisione intemazionale del lavoro 
(nuova perché sedicente ''"socialista") che se da 
una parte ha perpetuato le condizioni d miseria e 
sfruttamento, dall'altra ha svuotato quelle istanze di 
partecipazione popolare, di solidarietà di classe 
cresciute dentro le guerre di liberazione. 

Perché meravigliarsi oggi della crescita impetuosa 
dei movimenti fondamentalisti in questi paesi, o 
degli sciovinismi etnici che determinano guerre 
tanto sanguinose quanto senza soluzione? 

L'Intifada è l'unica garanzia per il popolo palesti- 
nese di decidere il proprio destino, di conquistare 
una reale autodeterminazione. 

E' proprio questa sua novità che le causa tanti e 
potenti nemici, tanti lutti e tanti tentativi di riduzione 
e isolamento. 

Ma è anche quello che ce la fa amare, sentire vi- 
cina, sentire parte integrante della nostra lotta, 
quello che ci fa dire "Intifada ovunque". 

CHE FARE? 

Ci proponiamo di portare avanti un lavoro il più 
ampio possibile nei vari settori della controinfor- 
mazione, delle campagne di solidarietà, del boi- 
cottaggio degli interessi israeliani e di chi li so- 
stiene. 

Abbiamo già sperimentato, negli anni passati, 
come, occuparsi solo di alcune parzialità (es. il 
boicottaggio dei prodotti israeliani, o il sostegno a 
progetti di cooperazione) senza affrontare e valo- 
rizzare la complessità e la ricchezza dell'lntifada 
ha finito per allontanare da essa quella miriade di 
soggetti, studenti, lavoratori, giovani dei centri so- 
ciali che pure solo pochi anni fa consideravano la 
causa palestinese come parte integrante della 
"propria" causa. 

intendiamo aprire un centro di documentazione 
multimediale sulla questione palestinese e medio- 
rientale, intensificare i rapporti politici con le orga- 
nizzazioni della sinistra di classe dentro e fuori dai 
territori occupati, con incontri, discussioni, scambio 
di materiali e analisi, campi di lavoro e di cono- 
scenza in Palestina, contestare e contrastare la 
presenza di Israele qui e le campagne che lo 
presentano come un "moderno stato democratico”, 
boicottare le relazioni economiche, culturali, poli- 
tiche che Israele ha con i suoi amici occidentali. 

30 Marzo: Giornata della Terra Evacuare la Pale- 
stina dei suoi legittimi abitanti per insediarvi ebrei 
provenienti da tutte le parti del mondo è stato 
sempre lo scopo dei sionisti e dello stato di Israele. 
Dal 1948 fino ad oggi lo stato di Israele ha portato 
avanti una sistematica sottrazione di terre, abitate, 



coltivate e di proprietà dei palestinesi per inse- 
diarvi nuove colonie che ospitino immigrati-coloni 
ebrei in Palestina. 

Il 30 marzo 1976 segna un'ulteriore drammatica 
tappa nella confisca delle terre; le autorità israe- 
liane per ordini militari (per motivi di sicurezza!) si 
sono appropriate di vaste zone del Triangolo e 
della Galilea, di proprietà palestinese; la risposta 
popolare è stata immediata come lo è stata la 
macchina repressiva israeliana. 

Nel giro di poche ore, 6 palestinesi sono stati uccisi 
ed oltre 300 sono rimasti feriti, quindi da quel 
giorno il 30 marzo di ogni anno il popolo palesti- 
nese commemora la "Giornata della Terra" per 
affermare a tutto il mondo la volontà di costruire 
uno Stato indipendente sulla propria terra: la Pa- 
lestina. 

Comitato di solidarietà con Nntifada il comitato si 
riunisce ogni martedì alle ore 21 .00 presso il Cen- 
tro Autogestito Garibaldi, c.so Garibaldi 89B, Mi- 
lano. 

Milano 26 marzo 1992 
F.I.P c.so Garibaldi 89 


13 File : PADRONI.ZIP 


I padroni sono pronti per il dopo elezioni. 

Con il Convegno che si svolgerà il 6 e il 7 Aprile al 
Centro 

Congressi di Milano 2 sul tema: 

"SCIENZA E TECNICA DEL LICENZIAMENTO" i 
padroni addestrano il loro personale su come uti- 
lizzare le vecchie e le nuove leggi in materia di li- 
cenziamenti collettivi. 

II necessario aggiornamento è dovuto all'entrata in 
vigore della legge 223/91 che regolamenta con- 
cessione e periodo di utilizzo della Cassa Integra- 
zione Guadagni. 

Gli effetti della legge sono: 

. Assunzione a termine per un periodo massimo di 
1 2 mesi. 

. Versamenti contributivi come per gli apprendisti. 

. Accettazione di riduzioni salariali. 

. Accettazione di mansioni inferiori. 

. Possibilità di fallimento e riacquisto dell'azienda 
da parte di nuovi padroni. 

. Il padrone che assume un lavoratore in lista di 
mobilità preleva il 50% della quota di CIGS spet- 
tante al lavoratore. 


. Superamento, quindi, del collocamento e anche 
dell'iniquo contratto Formazione Lavoro. 

Tutti questi passaggi devono avvenire con 
l'assenso del sindacato. 

Il sindacato diviene di fatto figura centrale della 
legge 223 - Mobilità - Licenziamenti. 

Questo convegno appare come un ultimo atto di 
una serie di misfatti che sono già passati: aboli- 
zione delia scala mobile, ristrutturazioni, chiusure 
di stabilimenti, tagli degli organici, privatizzazione 
dei servizi, limitazione del diritto di sciopero. 

Si assiste ad una sistematica demolizione dei diritti 
e garanzie faticosamente conquistate dai lavora- 
tori. 

Nonostante la sconfitta e i bocconi amari c'è, tra i 
lavoratori, una carica di lotta che deve essere ben 
spesa. Facciamo dure lotte ma scollegate tra loro 
e rispondiamo isolatamente ognuno nel proprio 
luogo di lavoro. Colleghiamoci tra diversi settori 
lavorativi, riscopriamo il senso della solidarietà so- 
ciale politica e culturale, al di fuori delle logiche e 
delle strumentalizzazione dei sindacati. 

Casa, salario, occupazione, salute, studio SONO 
DIRITTI DI TUTTI. 

Questo convegno rappresenta una provocazione 
sociale e un presupposto culturale (è normale che 
tutti possano tranquillamente essere licenziati!!!). 
Creiamo strutture sociali e politiche basate sui bi- 
sogni di chi, in questo paese, non possiede altro 
che la propria forza lavoro e la propria necessità di 
reddito. 

Da queste condizioni basiamo i nostri concetti di 
democrazia diretta e autorganizzazione proletaria. 
La giornata di lunedì deve diventare un primo mo- 
mento di mobilitazione e informazione sull'operato 
dei padroni, del governo e dei loro lacchè del sin- 
dacato, che vorrebbero cancellare le conquiste 
ottenute con anni di lotta da parte di milioni di pro- 
letari. 

Lunedì 6 aprile concentramento presso la Maserati 
via Pitteri 100 (MM Lambrate - Autobus 75) 

Coordinamento operatori Sociali, LI.RA Brera, al- 
cuni Lavoratori della Scuola, Sindacato Autogestito 
San Paolo, C.L.0 USI San Carlo, USI Sanità, USI 
Metalmeccanici, Collettivo Politico Universitario 
Scienze Politiche, Centro Autogestito Garibaldi, 
Centro Sociale Leoncavallo. 



14 File : RM920401.1AS 


NEOFASCISMO E COMPLICITÀ' DI STATO 

Da un anno a questa pare si sono verificate, nella 
nostra citta', numerose aggressioni ai danni di im- 
migrati, giovani dei centri sociali, studenti etc. ad 
opera di una destra che ancora una volta e' ca- 
peggiata da personaggi tristemente noti alla storia 
del nostro paese come gli stragisti Stefano Delle 
Chiaie, Freda, Rauti. 

E' molto facile far passare per sociale un fenomeno 
che invece assume sempre piu' caratteristiche poli- 
tiche ben precise, che vivono in un brodo di cultura 
massificata data da un rigetto “para-istituzionale" 
sui principi e sui valori che hanno fondato la 
“Repubblica nata dalla resistenza", dai picconatori 
del Kossiga presidente, ai militanti delle “nuove" 
organizzazioni fasciste, Movimento Politico e Meri- 
diano Zero, il legame e' dato dalle solite conni- 
venze coi servizi segreti e d'altro canto con settori 
d 1 emarginazione diffusa, da stadio, da bar la cui 
unica ideologica e pratica si ha con lo spaccar teste 
al diverso al piu" emarginato, al piu' debole. Il rogo 
del “Corto Circuito", quello del C.S. “Hai visto 
Quinto", le aggressioni contro gli immigrati al Colle 
Oppio e a Genzano e per finire con i fatti di Ostia, 
Università' e Laurentino dove alle aggressioni fa- 
sciste si uniscono provocatorie "indagini di polizia", 
al danno si aggiunge la beffa, nel mese di febbraio 
ad Ostia, si ripetono pestaggi ed aggressioni nei 
confronti di professori, studenti e compagni del 
C.S. Spaziokamino, da parte di squadracce miste 
(fascisti + balordi da stadio), la polizia "balla" per la 
sua connivente latitanza permettendo anche due 
assalti con rudimentali molotov al centro sociale. La 
risposta da parte dei compagni non si fa attendere: 
una grossa mobilitazione con piu' di 1000 antifa- 
scisti invade le strade di Ostia, ristabilendo un' agi- 
bilità' politica e sociale messa in serio pericolo. 
Solo a questo punto partono le indagini che pro- 
vocatoriamente coinvolgono solo gli aggrediti . All' 
Università' di Roma, già' blindata per ordine di 
Tecce, rettore fantoccio-ubriacone, nella facolta' di 
Giurisprudenza viene permesso a 30-40 mazzieri 
vecchi e nuovi targati, Fronte della Gioventù', Mo- 
vimento Politico e Meridiano Zero, di fare scorri- 
bande nella Facolta', sempre respinti dalla pre- 
senza militante degli antifascisti. La solita polizia 
oltre a difendere la propaganda fascista non trova 
di meglio che denunciare gli antifascisti . Al Lau- 
rentino, venerdì' 20 marzo, mentre dei giovani del 
centro sociale cancellano scritte di Meridiano Zero, 
vengono aggrediti da una squadracela paramilitare. 
Il bilancio e' pesante : 4 feriti, uno dei quali in modo 
gravissimo tanto che e' ancora in ospedale sotto 


stretta osservazione medica. La Digos indaga 
come al solito, ormai, solo nei confronti dei com- 
pagni feriti intimando convocazioni in questura e 
facendo pesanti pressioni sulle loro famiglie. 

Questo atteggiamento della polizia di stato non ci 
meraviglia. Il solito tentativo di inserirsi nella già' 
attuata strategia degli "opposti estremismi", non 
cadere in questa provocazione significa dare corpo 
ad una denuncia pubblica con annesso un nuovo 
intensificarsi di iniziative atte a rompere alleanze 
pericolose e capaci di significative azioni di salva- 
guardia dell'agire politico democratico e di massa. 

A FIRMA : 

I COMPAGNI DELL' UNIVERSITÀ' 

IL CENTRO SOCIALE spaziokamino" 

il centro sociale laurentino 38 

gli antifascisti e antirazzisti di roma 


15 File: PORDENOI.DOC 


Ricordiamo che il 28 marzo a Pordenone e' stato 
occupato per la terza volta uno spazio dal Collettivo 
Arkano, ancora una volta dopo due giorni questo 
spazio e' stato sgomberato. 

PORDENONE 31 MARZO 

Oggi alle 12.30 la polizia e i vigili urbani hanno 
sgomberato su ordinanaza del sindaco di Porde- 
none Cardin gli stabili dell'ex Crai di Torre, occupati 
sabato 28 marzo dal Kollettivo Arkano per creare 
un centro sociale autogestito. 

Contemporaneamente a Porcia, la polizia e i cara- 
binieri hanno sgomberato l'ex macello occupato 
domenica dal Collettivo S/contro. 

E' evidente che le due operazioni di sgombero 
erano coordinate e condotte come un'operazione 
puramente amministrativa e repressiva. Questo e' il 
modo con cui i “nostri" politici troppo impegnati a 
raccogliere voti per la loro campagna elettorale, 
intendono farsi carico dei bisogni di socializzazione 
e di aggregazione dei giovani e dei proletari. 

L'unica risposta che il sindaco di Pordenone e gli 
altri amministartori hanno deciso di dare alle con- 
traddizioni sollevate da Arkano in questi mesi e' 
stata quella della repressione pura, e questo e' 
anche dimostrato dal fatto che motivazione adot- 
tata per legittimare lo sgombero, e cioè' l'inagibilita' 
dei locali, e' valida solo per nopi e non per le altre 
associazioni e realta' che attualmente continuano 
ad usare il Crai. 



Rivendichiamo il diritto ad avere uno spazio auto- 
gestito dove poter creare un luogo di aggregazione 
e socializzazione libero da ogni logica di profitto e 
sfruttamento. 

A presto... Kollettivo Arkano. 


16 File : FI20330A.TXT 


FIRENZE, 30/3/92 

STUDENTI LAVORATORI IN PIAZZA 

Un centinaio di studentiMavoratori sono scesi in 
piazza aFirenze per protestare contro il tentativo di 
eliminare i corsi serali, ecco il testo del volantino da 
Iroro distribuito: 

I corsi serali comunali sono scuole gestite dal Co- 
mune di Firenze in cui, chi non ha potuto studiare a 
suo tempo può' conseguire il diploma di ragioniere, 
geometra, maestro d'asilo, liceo scientifico. Da due 
anni i lavoratori studenti stanno lottando contro la 
giunta DC\PSI che ha chiuso l'iscrizione ai non re- 
sidenti ed ha chiuso alcune classi, per arrivare a 
smantellarli del tutto. 

PERCHE' ? 

Perche' e' un punto di aggregazione, di crescita, di 
contatto tra scuola e lavoro e' "pericoloso" per la 
giunta DC\PSI. Perche' in questo modo si favori- 
scono enti ed istituti privati che agiscono solo per 
fini di lucro. 

RAFFORZIAMO I CORSI SERALI ! 

PASSA PAROLA ! 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


17 File : RM920402.2AS 


PROCESSO AGLI STUDENTI UNIVERSITARI. 

Oggi processo contro 51 studenti universitari che 
fecero un blocco ferroviario durante le lotte della 
Pantera, nella primavera '90. 

Su richiesta dello stesso P.M. , lo stesso G.I.P. 
(giudice indagini preliminari) ha emesso la sen- 
tenza di non luogo a procedere per tutti perche' il 
fatto non costituisce reato. Le accuse della polizia 
sono cadute. 


18 File : RM920402.3AS 


Roma, 01 .04.92 

Festa immigrati alla stazione. 

Grossa manifestazione dal pomeriggio alla sta- 
zione Termini degli immigrati africani e asiatici. Per 
la prima volta hanno potuto utilizzare un palco, dal 
quale parlare della propria situazione. Con la pa- 
rola d'ordine "Non votiamo, ma esistiamo", hanno 
denunciato la strumentalizzazione che in questa 
campagna elettorale i partiti fanno dei loro pro- 
blemi: ne parlano, ma non se ne occupano. Hanno 
avuto invece la solidarietà' concreta dai volontari, 
dalle associazioni, dei centri sociali. Con loro 
hanno organizzato questa giornata nel cuore della 
citta'. C'e' stato anche uno spazio musicale, con un 
gruppo egiziano, uno bengalese e uno italiano. La 
festa e' durata fino alle 22.00. 

Assoc. "Senza confine" 


19 File : RM920330.ASC 


ROMA 30/03/92 

2. UDIENZA PROCESSO NAZI-SKIN 

Quest'oggi al Tribunale penale di Roma e' in atto la 
seconda udienza del processo in relazione ai fatti 
avvenuti 2 mesi fa al parco di Colle Oppio a Roma, 
quando due algerini vennero accoltellati da circa 
una ventina di nazi-skin. 

In un'aula gremita, tra amici e parenti degli imputati 
ma anche da sostenitori aderenti all'area piu' o 
meno vicina a quella dell'organizzazione neo-na- 
zista di Movimento Politico, si e' svolta questa se- 
conda udienza sulla falsa riga di quella precedente 
quando si sono acquisiti agli atti i documenti che 
accertavano la conformità' di quanto avvenuto. 
Quindi una giornata senza grossi sviluppi nella 
quale e' stato chiesto ed ottenuto un rinvio al 5 
Maggio. Presenti al dibattimento anche dei com- 
pagni ed alcuni immigrati. 

Contemporaneamente e' concluso un procedi- 
mento a carico di 18 compagni per l'occupazione 
dello stabile in P.zza dei Siculi a S. Lorenzo avve- 
nuta circa 2 anni fa, l'udienza e' stata lunghissima 
al termine della quale pero' sono stati prosciolti tutti 
i compagni perche' il fatto non sussiste. 


MOVIMENTO UNIVERSITARI. 



20 


File : RM920401.ASC 


5 ANNI DI BATTAGLIE. 

In questi anni di mobilitazione e di lavoro contoin- 
formativo l'occupazione del Centro Sociale “ Rico- 
mincio dal Faro " ha rappresentato e rappresenta la 
possibilità' per molti compagni e proletari di poter 
sviluppare un lavoro politico e sociale nella zona. 
Nonostante le difficolta' generali dettate da un 
quartiere degradato e da un sistema generale do- 
minato dalla logica iperindividualista e 
dall'indifferenza assoluta, il Centro Sociale rimane 
un punto , una struttura di lotta legata ai settori di 
movimento che si pongono ancor oggi il problema 
dell'antagonismo di classe, deila lotta contro la me- 
tropoli padronale, la tematica dei bisogni e delle 
contaddizioni sociali che agitano i quartieri prole- 
tari, l'antifascismo e l'antiperialismo come pratiche 
fondanti dell'agire politico comunista. 

L'attacco generale portato alle condizioni di vita dei 
settori meno abbienti necessita la costruzione di 
percorsi di lotta che sul problema casa, dei servizi 
sociali, del lavoro sappiano affrontare concreta- 
mente con gli strati proletari queste problematiche. 
La mobilitazione del 4 Aprile al trullo non e' solo 
legata a un'esigenza di ricordare l'importanza 
dell'esperienza delle occupazioni e 
dell'occupazione del Centro Sociale Ricomincio dal 
Faro a 5 anni di distanza, bensì' affermare con 
forza che non bisogna delegare ai partiti e ai voti 
una battaglia sociale che deve coinvolgere la gente 
e renderla protagonista delle mobilitazioni sui bi- 
sogni sociali. 

Gli sgomberi, gli sfratti, la costruzione di comitati di 
lotta sono una strada da percorrere per la costru- 
zione di un fronte sociale contro lo sfruttamento 
padronale. 

Per questo invitiamo le strutture di movimento a 
partecipare all'appuntamento di mobilitazione del 4 
Aprile 1 992 sotto il Centro Sociale Occupato Rico- 
mincio dal Faro. 

C.S.O. Ricomincio dal Faro . 


21 File : RM920402.ASC 


NESSUNO SPAZIO MAI, A FASCISTI, RAZZISTI 
E STRAGISTI 

La campagna elettorale delle elezioni della ii Re- 
pubblica e' giunta al suo culmine. Mentre conti- 
nuano le aggressioni ad immigrati, giovani dal look 
“di sinistra" o a compagni dei centri sociali ad opera 
delle squadracce nazifasciste , le ultime chicche 
prima del 5 aprile sono: 

un comizio notturno al villaggio olimpico “contro la 
prostituzione" dei fascisti del MSI capeggiati dal 
federale Buontempo ed il comizio di Stefano delle 
Chiaie, capolista della "Lega delle Leghe" a Roma, 
previsto per venerdì’ 3 aprile al Pantheon. 

La Roma democratica ed antifascista non rimarra' 
silenziosa di fronte a queste provocazioni. 
Organizziamo un' ampia mobilitazione che sappia 
esprimere lo sdegno e la rabbia di tutti coloro che 
ancora oggi non intendono legittimare la feccia na- 
zifascista, autrice di stragi e omicidi rimasti ancora 
oggi impuniti. 

ORA E SEMPRE RESISTENZA ! 

GLI ANTIFASCISTI DELL'UNIVERSITÀ' 


22 File : FI20330B.T)Cr 


FIRENZE, 30/3/92 

APPELLO DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA 
CASA AFFINCHÉ' IL PROCESSO DEL 7 DI 
APRILE SIA GIORNATA DI MOBILITAZIONE 

Il giorno 7 di aprile si svolgerà' a Firenze, presso il 
Tribunale in Piazza San Firenze l'udienza preli- 
minare nei confronti di 12 compagni accusati di 
blocco stradale e nel caso di uno di resistenza 
aggravata e istigazione a delinquere. 

Il quadrilatero, di proprietà' comunale e' da sempre 
appettitoso bocconcino di speculatori e appaltatori, 
che lo tengono volutamente vuoto per alzare il 
prezzo di eventuali vendite e concessioni a ditte di 
appalto, una vicenda che va avanti dal 1 979 sulla 
quale la Magistratura (quella stessa che ordina gli 
sgomberi e celebra processi a iosa) non HA MAI 
INDAGATO. 

QUESTO PROCESSO NON HA DA FARSI ! 

Sul banco degli imputati devono salire gli assessori 
che MAI hanno assegnato gli appartamenti a 
sfrattati e senza\casa. Sul banco degli imputati 
devono salire le ditte di appalto che tra losche 



concessioni, licenze e regalie hanno intascato mi- 
liardi per non fare assolutamente niente. 

Sul banco degli imputati deve salire la Polizia che 
quella mattina non ha esitato a PRATICARE 
VIOLENZA, senza neppure tentare un dialogo tra 
le parti. 

MARTEDÌ' 7 APRILE PRESIDIO DI MASSA IN 
PIAZZA SAN FIRENZE ORE 9. 

SABATO 4 APRILE SERATA DI SOLIDARIETÀ' 
AL CSA EX EMERSON, VIA BARDAZZI, ALLE 22 
MUSICA CON VARIE BANDE POSSEE DI TUTTA 
ITALIA. 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA - VIA 
DI MEZZO 46 \ TEL 241 881 


23 File : FI20331A.TXT 


31/3/92 

VIAREGGIO REPRESSIONE IN COMUNE 

Il giorno 17 marzo, al termine dell'orario di lavoro, 
viene comunicata ad una dipendente dell'ufficio 
anagrafe del comune di Viareggio un'ordinanza di 
sospensione con effetto immediato firmata dal 
sindaco, il democristiano Cima, motivata con 
l'applicazione deH'articolo 1 della legge 1 6/92 
("norme in materia di elezioni e nomine presso le 
regioni e gli enti locali"), detta legge rientra nel 
pacchetto antimafia predisposto dal Governo. 
Mentre i mafiosi, ed i politici loro amici, continuano 
a dilagare fuori e dentro la pubblica amministra- 
zione la legge viene usata per sospendere e licen- 
ziare gli oppositori. La compagna in questione e’ 
infatti stata condannata, ed ha già' scontato la pena 
di due anni e sei mesi per partecipazione a banda 
armata, con sentenza passata in giudicato da oltre 
due anni ! 

Da notare che il giorno, il 16 marzo, sulla cronaca 
locale "La Nazione" aveva già' anticipato la so- 
spensione della compagna che, ignara che il co- 
mune esegue i deliberati del giornalaccio, si era 
regolarmente presentata al lavoro. 

UN BELL'ESEMPIO DAVVERO QUESTO DI VIA- 
REGGIO PER FAR CAPIRE COME I PARTITI E 
LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI INTENDONO 
CONDURRE LA LOTTA ALLA MAFIA. ALLA SO- 
LIDARIETÀ' ESPRESSA ALLA COMPAGNA DAI 
COLLEGHI DI LAVORO E DAI COMPAGNI DELLA 
ZONA SI UNISCE QUELLA DELLA REDAZIONE 
DI "COMUNICAZIONE ANTAGONISTA". 


24 File : FI20402A.TXT 


NOSTRA CORRISPONDENZA, 2/4/92 
SI INSEDIA LA MAFIA NELLA PROVINCIA DI 
SALERNO CON LA COMPLICITA'DELLO STATO 

GIULIO PIROZZI, il pregiudicato mafioso al quale 
fu sparato tornando dal processo di Firenze e' stato 
destinato dalla magistratura al soggiorno obbligato 
a LAURITO paese in provincia di Salerno. Fino ad 
oggi questa zona della Campania non ha mai su- 
bito forme di criminalità' maliosa: da quando que- 
sta figura e' stata insediata nel paese sono comin- 
ciati ad emergere frequenti casi di estorsione, mi- 
nacce ed altri atti di matrice tradizionalmente ma- 
fiosa. Laurito e' per di piu' completamente milita- 
rizzato da un ingente quantitativo di carabinieri e 
polizia, appostati in ogni angolo del paese, ope- 
rando con forme severamente intimidatorie nei 
confronti delia popolazione locale: posti di blocco e 
relative perquisizioni ad personam ovunque e con 
una frequenza impressionante, tale che lavoratori 
che devono compiere quotidianamente il solito 
percorso sono costantemente “vagliati" dalle forze 
di polizia ad armi puntate. E' allora lecito chiedersi 
chi sono i criminali: gli abitanti del posto, vittime in- 
discusse di tutta la vicenda, i poliziotti ed i carabi- 
nieri - ovvero il magistrato responsabile - respon- 
sabili di aver creato questa situazione ricca di di- 
sagi, o il clan di mafiosi che ruota attorno al Pi- 
rozzi? Ci sentiamo di escludere solo i primi. 

Gli abitanti di Laurito hanno allora minacciato di ri- 
fiutarsi di andare a votare nel caso il mafioso e re- 
lativi poliziotti non se ne andranno, tanto che, su 
3000 aventi diritto al voto, solo 70- 80 persone 
hanno ritirato il proprio certificato elettorale. 

La stampa locale tace l'intera vicenda, onde non 
turbare il teso clima elettorale. Gli abitanti del 
paese chiedono invece che sia resa quanto piu' 
pubblica la notizia. 

Anche a CUCCARO VETERE (SA) stava per ri- 
prodursi una analoga situazione di confino per un 
altro importante esponente mafioso; la popolazione 
locale, in questo caso, e' riuscita a sottrarsi con la 
propria mobilitazione a questa imposizione. Ta- 
gliando alberi di quercia hanno bloccato la strada di 
accesso, impedendo materialmente l'ingresso 
"dello Stato" nel paese. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 



25 File : FI20402B.TXT 


FIRENZE, 2/4/92 

GIORGIO ARIANI E RICCARDO MARASCO ANI- 
MATORI DELL'HAPPENING FASCISTA 

"Festa della picconata" e' il titolo della gradevole 
serata che l'obeso attore fiorentino accanto al 
cantautore "dell'alluvione" animeranno questa sera 
al palacongressi. Patrocinatore dell'iniziativa e' il 
Movimento Sociale, presieduto dal capolista Celiai, 
il quale proporrà' ali'Ariani e al Marasco un brindisi 
tricolore. Speriamo gli vada di traverso. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


26 File : SOBBALZO.TXT 


CI SIAMO PRESI 4 ANNI DI SOBBALZO 

Proprio cosi', Sobbalzo compie 4 anni. E li compie 
solo perche' abbiamo occupato e ristrutturato uno 
stabile abbandonato, rendendolo vivibile social- 
mente. Fregandocene di tutte quelle promesse 
fatte da varie amministrazioni e da vari ammini- 
stratori. 

Aver occupato un posto ci ha dato la possibilità' di 
organizzarci e di organizzare. In 4 anni Sobbalzo e' 
cresciuto con concerti, performances, film, distri- 
buzioni fuori circuito, sala prove, mostre, feste, so- 
lidarietà', cortei, antagonismo, gruppi musicali. 
Hanno provato a fermarci con sgomberi, sbirri e 37 
denunce. Ma forse non hanno ancora capito che 
SOBBALZO NESSUNO CE LO HA DATO, NES- 
SUNO CE LO TOGLIE!!! 

C.S.O.A. SOBBALZO 

IMPERIA 2/4/1 992 

COMUNIC/AZiONE 

Agenzia di Stampaantagonista 


27 File : FI0402.ZIP 


FIRENZE, 1/4/92 

MEETING/ASSEMBLEA DELLE POSSE' ITA- 
LIANE AL C.S.A EX EMERSON SABATO 4 
APRILE ORE 16.00 

TEMA DELL'INCONTRO IL PROGETTO DI IN DI- 
SCO CONTRO IL RAZZISMO CHE VEDA UNITE 


TUTTE LE POSSE' DEL CONTINENTE E LA NE- 
CESSITA' DI DARE GAMBE AD UN MOVIMENTO 
NATO ALL'INTERNO DEI CENTRI SOCIALI E DI 
CUI E' DIRETTA ESPRESSIONE POLITICA E 
CULTURALE. 

ORGANIZZARE IL CIRCUITO, DISCUTERNE LE 
FORME E RIBADIRE LA SUA AUTONOMIA DA 
UN MERCATO CHE INTEGRA E DIGERISCE 
TUTTO CIO' CHE NASCE SOTTO IL SEGNO 
DELLA DIVERSITÀ'. 

AFFRONTARE IL PROBLEMA PER NON DIVEN- 
TARE LE VITTIME MA GLI ANTAGONISTI DEL 
FENOMENO DI TENDENZA. NON SOTTOCUL- 
TURA 0 FOLKLORE DEL GHETTO MA PRATICA 
E PROGETTO DI FORME COMUNICA- 
TIVE/MUSICALI DIROMPENTI. 

LA SERA TUTTE LE POSSE' CONTRIBUIRANNO 
ATTIVAMENTE ALLA SERATA DI SOLIDARIETÀ' 
CON I PROCESSATI DEL MOVIMENTO DI 
LOTTA PER LA CASA. 

FIRENZE, 2/4/92 

SABATO 4 APRILE RADUNO DELLE POSSE AL 
CENTRO SOCIALE EX-EMERSON******* 

ALLE ORE 16.00 SI TERRA' UN’ASSEMBLEA 
DELLE POSSE E DELLE VARIE BANDE RAP- 
PERS E HIP HOP CHE VIAGGIANO PER TUTTA 
L’ITALIA PER CONCORDARE L'EDIZIONE DI UN 
DISCO CONTRO IL RAZZISMO ALCUNE DI 
QUESTE SUONERANNO IN CONCERTO SA- 
BATO SERA IN SOSTEGNO AL MOVIMENTO DI 
LOTTA PER LA CASA, IMPEGNATO IL 7 APRILE 
IN UN PROCESSO A SUO CARICO. 

SUONERANNO: ISOLA POSSE (BO), 99 POSSE 
(NA), MORA ET LABORA, POLITICO POSSE, 
TEQUILA BUM BUM, K.C.E. KREW (MI), DEVA- 
STI N POSSE (TO), MAGIC MAX (PD), MAMA 
AFRICA, IL GENERALE & KOTE GIACALONE 
(FI). 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


28 File : FI0402A.ZIP 


FIRENZE, 30/3/92 

ORA BASTA ! ARIJUNGLA. 

Oggi, domenica 29 marzo '92 i giovani del CEN- 
TRO DI CONTROINFORMAZIONE LA JUNGLA 
sono tornati per ben la 4 volta all'arrembaggio 
come unico mezzo per continuare a VIVERE. 
Questa volta il nostro obbiettivo e' stata 
l'ex\fabbrica VALFIBRE. Abbandonata da circa 



un'anno, lasciata al completo degrado, si trova in 
via Panciatichi 70\72 (accanto alla MEF) zona Fi- 
renze\Nova, di fronte alla Nuovo Pignone. Con 
questa nuova OKKUPAZIONE non rivendichiamo 
solo la mancanza di uno spazio da AUTOGE- 
STIRCI, ma anche la tentata speculazione propa- 
gandistica fatta nei confronti. Nel primo incontro 
avuto a novembre '91 il Comune diceva di essere 
interessato e ci avrebbero assegnato un luogo 
dove svolgere le nostre attività' per due volte alla 
settimana con cinque milioni di finanziamento, la 
nostra risposta fu per l'assegnazione definitivacioe' 
7 giorni su 7 e la rinuncia dei finanziamenti. A que- 
sto punto il Comune ci richiede il riconoscimento 
del gruppo e noi scegliamo di formarci in associa- 
zione. Verso la meta' di gennaio consegnamo io 
statuto dell'Associazione nelle mani caparbie dei 
vice\sindaco Gianni Conti, e lui promette una ra- 
pida conclusione della vicenda, vicenda protrattasi 
sino ad oggi, con l'alternarsi di continui impegni 
MAI mantenuti. 

NON SI SONO MAI INTERESSATI DEI PRO- 
BLEMI DEI GIOVANI, DEI SENZA\CASA DEL 
DILAGARE DELL'EROINA SPECIE NEI QUAR- 
TIERI PERIFERICI. QUESTA OKKUPAZIONE 
PRELETTORALE VIENE APPUNTO PER DARE 
MAGGIORE RISALTO A QUESTO PROBLEMA A 
QUANTO PARE DIMENTICATO, NOI GLI IMPE- 
GNI LI ABBIAMO MANTENUTI, VOI NO !! 

A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO FATTI E NON 
PAROLE. 

LUNEDI' ORE 21,30 ASSEMBLEA APERTA AGLI 
ABITANTI DEL QUARTIERE 

IL CENTRO DI CONTROINFORMAZIONE LA 

JUNGLA 

FIRENZE, 4/2/92 

COMUNICATO STAMPA 

ARiJUNGLA, ARITENTATO SGOMBERO 

Ieri 1.4.92, e' stato tentato l'ennesimo sgombero 
contro i giovani del CENTRO DI CONTROINFOR- 
MAZIONE JUNGLA. Questo atto non sappiamo da 
chi e' stato organizzato, perche' ai momento del 
fattaccio non vi era nessuno all'interno, e al nostro 
arrivo abbiamo trovato il lucchetto cambiato. 

Chi lotta contro l'eroina, l'emarginazione, il razzi- 
smo, ed ogni altra forma di repressione, non ha il 
diritto di sopravvivere in questa citta'. 

Le vostre catene e le vostre intimidazioni non po- 
tranno ne' legare, ne' impaurire la nostra lotta per 
ottenere spazi sociali autogestiti. 

Come prima iniziativa, Domenica 5 Aprile dalle ore 
15.00 MUSICA&ALTRO, per rinfrescarsi le idee, e 
dalle ore 21.00 CONCERTO, durante il quale si 


svolgerà' un'assemblea aperta. Invitiamo tutti gli 
abitanti del quartiere a parteciparvi. 

La JUNGLA si trova in via Panciatichi 70 - zona 
Firenze Nova - BUS 23/71 . 

CENTRO DI CONTROINFORMAZIONE LA JUN- 
GLA 


29 File : FOGGIA.ZIP 


Roma 4 \4\ 1992 

ECN ROMA DA: I COMPAGNI DEL CENTRO SO- 
CIALE DISKARIKA DI FOGGIA SU OCCUPA- 
ZIONE. 

Il 2 aprile i compagni del centro sociale Diskarika 
hanno occupato un'ex piscina con I' obiettivo di re- 
stituire alla citta' uno stabile inutilizzato ed abban- 
donato, un veicolo di infezioni nel cuore della citta' 
dal 1944. 

Dopo il confronto-scontro con la mafia locale per I' 
occupazione della vecchia sede in Via S. Severo si 
e' ritenuto opportuno aprire una trattativa con le 
autorità' locali le quali, poste di fronte alle loro re- 
sponsabilità', hanno dichiarato pubblicamente la 
validità' e I' utilità' sociale delle attività' svolte all' 
interno del centro. 

Tale iniziativa ha visto, sotto continua pressione, T 
impegno" della classe politica foggiana ad indivi- 
duare locali da adibire allo svolgimento delle atti- 
vita' del c.s., il tutto volto ad evitare qualsiasi inter- 
ferenza alia ben orchestrata campagna elettorale. 
Padroni, comune e provincia, di comune accordo, 
hanno concesso proroghe e dilazioni di tempo allo 
sgombero di Via S.Severo, dopo la prima convo- 
cazione in tribunale dello scorso novembre, dimo- 
strando la connivenza malavita-amministrazione 
locale. 

Il termine fissato per lo sgombero del C.S.O.A. Di- 
skarika e' il 15/04. Nei frattempo assessori & C. si 
affannano ad affermare la loro volontà' ad asse- 
gnare l'ex piscina GIL, nella speranza di raccattare 
qualche voto. 

Sicuri che la riappropriazione degli spazi, l'azione 
diretta, l'autogestione, siano la strada piu' giusta da 
percorrere, abbiamo deciso l’occupazione e la ri- 
strutturazione dell'ex piscina, raccogliendo il con- 
senso degli abitanti del quartiere sensibili allo 
scempio di una struttura abbandonata a se stessa 
da decenni. 

Digos e carabinieri si sono limitati a qualche squal- 
lida provocazione, e il mancato intervento delle 
forze dell'ordine ha dimostrato come nessun poli- 
ticante di turno in sede elettorale si sia assunto la 
responsabilità' di ordinare lo sgombero immediato. 



COPENAGHEN 


Il 16 marzo alle 11.45 del mattino una bomba e 1 esplosa 
nell'ufficio dell'lnternational Socialista a Copenaghen. Un 
attivista di 29 anni Henrik Christensen e' morto nella forte 
esplosione. 

L'ufficio che si trova al pian terreno e' stato completamente distrutto. La 
bomba e' stata inviata via posta. 

International Socialist's e' un piccolo gruppo della sinistra, che lavora sui 
temi della lotta antirazzista e antinazista e sui problemi sindacali. 

Finora non c'e 1 stata nessuna rivendicazione di questo attentato. La 
polizia in una conferenza stampa ha espresso 3 ipotesi: 

- Che International Socialist's stesse facendo una bomba esplosa per 
errore 

- Che si tratti di un maniaco 

- Che si tratti di un attentato dell'estrema destra. 

Internationalist Socialist's ha dichiarato di non avere niente a che fare 
con l'esplosione. 

E non ci sono dubbi che questo attacco e' stato fatto dall'estrema 
destra. Infatti anche altri gruppi di sinistra sono stati attaccati in questo 
periodo con atti di vandalismo, ma questo attentato e' un attacco 
durissimo. Questa uccisione e' Poorenda espressione della violenza 
della destra. 

Pensiamo che questo attentato cerei di attaccare duramente la sinistra e 
allontanare la gente dalle iniziative antirazziste e antifasciste. La 
solidarietà' con International Socialist's e' stata molto grande da parte di 
tutti i gruppi della sinistra e si ai funerali c'e' stata una partecipazione di 
oltre 10.000 persone, trasformandoli in una manifestazione antirazzista. 
Ci sono state manifestazioni anche in altre citta'. 

AUTONOMI INFO 
ELMEGADE 27 KLD 
2200 KOBENHAVN n 
DENMARK 




Invettiva ai giudici di nanni balestrini 

Tutti dicono che siete deficienti 
di indizi di prove e di cervello 
io penso invece che siete intelligenti 
maiali e che puzzate tanto 

che i vostri on. padroni quando vi 
telefonano dai ministeri son costretti 
a tapparsi il naso mentre vi dettano 
l’elenco dei colpevoli da arrestare 

tra grugniti e schizzi di merda eccovi 
a costruire poi accuse prove testimoni e 
non risparmiatevi forze e affanno perché 

i compagni hanno quella colpa lì 
soltanto lottare per spazzare via l’infame 
banda armata dei vostri padroni e ?a ira 



liberate Calogero 


Prigioniero dal maschilismo del politico, confinato 
tra guardie armate che sottraggono il suo 
corpo al piacere del privato, rinchiuso dal potere 
simbolico in una gabbia fallica, costretto dalla 
repressione sessuale a produrre erezioni giudiziarie 
pena la castrazione della carriera, tenero verme 
strisciante incapace di inturgidirsi di godimento al 
di fuori delle patriarcali titillazioni del dottor Fais 
e del P.C.I., occultata ogni sua generosa carnalità 
dalla sicurezza istituzionale nel cui grembo 
viltà uguale eroismo sodomizzato brutalmente 
degli inquirenti di Roma, manipolato a scopi 
elettorali miseramente falliti, il giudice 
Calogero va liberato. D’urgenza.